B.A.M. – Bending Ambient Music di Andrea Recla

B.A.M. - Bending Ambient Music

Ecco un progetto che calza a pennello con almeno una precisa linea di questo blog, quella del DIY. Questo è il terzo speciale tesi IED, e vi assicuro che preparandolo mi sono divertita e appassionata di gusto…

Il progetto del giovane e attivissimo Andrea Recla si compone di un promettente blog in lingua italiana e di un progetto che vedrà  la nascita di un vero e proprio strumento non tradizionale per la creazione di ambient music e paesaggi sonori.

Andiamo con ordine:

B.A.M. è l’azzeccato acronimo di Bending Ambient Music, e trae l’ispirazione dalla pratica del circuit bending, ovvero: automodificazione di piccoli circuiti a pile (quelli contenuti nei giocattoli o nei piccoli strumenti elettronici, per intenderci) al fine di ottenerne suoni inconsueti, distorsioni ma non solo, insomma, al fine di sperimentare con il suono… e questo ci piace, molto.

Dunque B.A.M. è un progetto in corso. Andrea si propone, in un’ottica anche ecologica e di riciclo, di auto-costruirsi il B.A.M. per l’appunto, strumento polifunzionale dedicato alla creazione di paesaggi sonori, ottenuto a partire dalle modifiche di piccoli circuiti a pile. Sulle pagine del blog si trova un’accurata descrizione delle fasi che stanno portando alla costruzione di B.A.M. e sulle parti che lo compongono, ad esempio:

1) wsg

wsg - Bending Ambient Music

2) Casio

Casio_Bending Ambient Music

3) Aenimal

Aenimal - Bening Ambient Music

Ma B.A.M. è anche un blog, quello in cui Recla conduce passo passo i neofiti attraverso il mondo del circuit bending. Dalle pagine del blog si apprende la distinzione tra Bending e Hacking, nozioni di elettronica di base e perchè no di sicurezza sul lavoro e ecologia dei materiali, storia della musica dall’ambient al serialismo…già , perchè qualche nozione di composizione non guasta per gestire il flusso sonoro creato dall’esplorazione della macchina, e Andrea mostra di averlo capito molto bene.

Il blog/progetto merita di essere esplorato per bene, per le informazioni contenute ma anche per lo stile puntuale e preciso e l’attenzione all’utente, quindi non mi dilungo nelle spiegazioni. A disposizione dei lettori anche un forum per condividere esperienze DIY e chiedere consigli.

Un’ultima informazione però: una volta pronto il B.A.M., c’è già  in cantiere l’upgrade. S.B.A.M. – ovvero: Bending Ambient Music ad energia solare…

Andrea Recla, Painè Cuadrelli e B.A.M.

Tutte le fotografie sono di Andrea Recla, eccetto l’ultima di Sergio Messina che ritrae Andrea Recla e Painè Cuadrelli al B.A.M.

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Sara Lenzi

Director of Marketing at Sonoport
Sara Lenzi is Director of Marketing at Sonoport. With more than a decade of experience in sound design and audio branding consultancy, she writes about all the multifaceted aspects of sound in communication. She is an international lecturer and founder of Lorelei Sound Strategies, the first sound branding boutique studio in Asia. Sara has a Master Degree in Philosophy from the University of Bologna and she is starting her PhD at the University of Bilbao, Spain. She lives in Singapore, where she spends her free time in tireless exploration of local food stalls and vintage shops, sipping cocktails in the tropical humidity and diving with giant turtles in the South China Sea.

14 COMMENTS

  1. Eh caro Alex, il kitch…o lo ami o lo odi! ;))
    dimenticavo di segnalare che sul blog di Recla è in download il primo test audio del B.A.M. Direi che la tastierina roa no se la cava niente male…;))

  2. ahahah…pensare che la tastierina all’inizio era blu…..solamente che modificandola troppo lho bruciata…e lho ricomprata uguale pero rosa! ahahah

    grazie saraaaa!

  3. Sara tranq me ne guarderei bene dal dare giudizi o critiche di carattere estetico ma non ugualmente dal fare banali osservazioni sopratutto dopo essermi incuriosito leggendo i commenti e aver abbandonato Truax per ascoltare il risultato sonoro ottenuto da Andrea che a mio avviso come primo test riesce ad “afferrare” parecchio materiale sonoro pur se con dovute limitazioni di carattere concreto date dal macchinario che, per me che sono filo-schaeffereano ma non sempre, sono inevitabili. 😉
    Ammetto di essere un neofita di Bending circuits.

  4. alex…puoi parlare più semplice che nn capisco cosa vuoi dire?
    il primo audio test e’ fatto con la meta dei componenti di bam e un con un routing di efetti diversi da quello finale…
    come suona bam adesso e di gran lunga migliore al test1 ! (chi era alla tesi lo sa…:P)

    a rpesto una nuova registrazione!
    yo

  5. Messo il blog di Andrea tra i preferiti. Magari, dopo tanti buoni propositi, è la volta buona che mi avvicini anch’io al circuit bending.

  6. Intendevo dire che il primo test mi era sembrato già  di buon livello ma ovviamente non conosco bene cosa vi sia inserito in questa “stazione sonora” come attrezzature per cui non posso affidarmi al lato tecnico ma esclusivamente a quello uditivo; perciò dicevo che io personalmente preferisco maggiormente forme concrete musicali che non quelle esclusivamente puriste (sintetiche) [magari potresti inserire qualke loop station o random player di materiale sonoro reale], ma è solo un mio parere e comunque non sminuisce per nulla il tuo progetto, parecchio interessante. 😉

  7. Alex quella sul kitch era proprio solo una battuta ci mancherebbe!! Anch’io ho trovato il contenuto musicale già  interessante, e aspetto la prossima registrazione…la cosa interessante per me sarà  vedere come le possibilità  sonore si potranno giocare nella dimensione live. Anch’io come te tendo a lavorare con materiale reale, ma sempre più credo che l’importante sia poi come si organizza il materiale e soprattutto come “ce lo si gioca” nell’impatto con la dimensione del concerto. Credo anche che trovare strade per superare la dimensione “laptop” del live sia la giusta ricerca da fare in questo momento…che ne pensi?

  8. Ahimè cosa sarebbe l’arte senza l’idea, il metodo e l’applicazione? Non oso pensarci ma ovvio che sono d’accordo riguardo al fatto che l’organizzazione del materiale, specie nel live, diventa fondamentale. Per quanto riguarda l’ingresso della Computer Music nel panorama musicale il discorso è un pò troppo di larga scala per poterlo affrontare. Resta il fatto che conviene sempre trovare una posizione di giusto equilibrio tra compositore e mezzi d’uso per non sfociare in fanatismi meccanici che tendono a mascherare i veri artisti. Qualcuno dice dei laptop essere strumenti musicali a tutti gli effetti, altri dicono di no.
    Io mi avvalgo della facoltà  di non decidere ;).

  9. Sul live, l’ossessione per la macchina, la confusione quasi ontologica tra l’arte e il mezzo per crearla, c’è stata un’accesa discussione in seguito a questo post

    http://www.soundesign.info/?p=863

    purtroppo le pagine di un blog sono troppo strette per discuterne bene…però scoprire che la voglia di farlo c’è non è mica poco…

  10. Finchè ci sarà  qualche anima gentile in grado di metter su roba interessante, come tra l’altro voi fate, ci sarà  il corrispettivo interessato ad esprimere i propri pareri. Per il resto non basta una vita per approfondire fino all’inverosimile un argomento figuriamoci un blog. Ma noi ci accontentiamo… 🙂 e anzi ringraziamo.

  11. io penso come ho detto nel discorso della mia tesi, che il computer abbia ristretto a un singolo strumento tantissime macchine ma facendo perderde qualità . la qualità  del suono risiede nelle armoniche che esso produce… e’ il futuro…tutto piu piccolo ma meno qualitatevole. vedi mp3 e il taglio delle armoniche fin dove sente lorecchio umano.
    io penso che la magia sia nelle frequenze che non udiamo!

    per quanto riguarda i campionamenti esterni era previsto un mp3 player o un piccoloc ampionatore a pile….ma vista linsufficenza dei fondi si e’ boccato tutto.
    ma ovviamente ci avevo pensato all’inserimento di amteriale esterno!
    a presto!!!

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