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	<title>Comments on: Intervista con Andrea Valle</title>
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	<link>http://www.soundesign.info/interviste/intervista-con-andrea-valle</link>
	<description>A blog dedicated to the world of Sound and Audio Design</description>
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		<title>By: Movement of acoustic images: a workshop in Italy on Field Recording &#124; sounDesign</title>
		<link>http://www.soundesign.info/interviste/intervista-con-andrea-valle/comment-page-1#comment-51740</link>
		<dc:creator>Movement of acoustic images: a workshop in Italy on Field Recording &#124; sounDesign</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 14:17:14 +0000</pubDate>
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		<description>[...] this year&#8217;s (2010) edition, the seventh, started with a great artistic synergy between me, Andrea Valle, Stefano Bassano, Matteo Milani and Federico Placidi (I met all of them during the various editions [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] this year&#8217;s (2010) edition, the seventh, started with a great artistic synergy between me, Andrea Valle, Stefano Bassano, Matteo Milani and Federico Placidi (I met all of them during the various editions [...]</p>
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		<title>By: The Art of Soundscaping &#171; Tertium Auris Blog</title>
		<link>http://www.soundesign.info/interviste/intervista-con-andrea-valle/comment-page-1#comment-49490</link>
		<dc:creator>The Art of Soundscaping &#171; Tertium Auris Blog</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 11:02:36 +0000</pubDate>
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		<description>[...] costruzioni Lego e pilotate da computer per  creare imprevedibili architetture sonore. Più info: Intervista a Valle  h 19:00 Inaugurazione h 21:30 Esposizione alla presenza dell&#8217;autore Andrea Valle Ingresso [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] costruzioni Lego e pilotate da computer per  creare imprevedibili architetture sonore. Più info: Intervista a Valle  h 19:00 Inaugurazione h 21:30 Esposizione alla presenza dell&#8217;autore Andrea Valle Ingresso [...]</p>
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		<title>By: 14 ore con SuperCollider &#124; sounDesign</title>
		<link>http://www.soundesign.info/interviste/intervista-con-andrea-valle/comment-page-1#comment-44708</link>
		<dc:creator>14 ore con SuperCollider &#124; sounDesign</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 22:44:01 +0000</pubDate>
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		<description>[...] 13 e 14 aprile 2010 Andrea Valle terrà il corso 14 ore con SuperCollider a Torino (Italia), presso il Lab01 &#8211; Laboratorio G. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] 13 e 14 aprile 2010 Andrea Valle terrà il corso 14 ore con SuperCollider a Torino (Italia), presso il Lab01 &#8211; Laboratorio G. [...]</p>
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		<title>By: SounDesign top of the pops 2008 &#124; sounDesign</title>
		<link>http://www.soundesign.info/interviste/intervista-con-andrea-valle/comment-page-1#comment-43935</link>
		<dc:creator>SounDesign top of the pops 2008 &#124; sounDesign</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 23:31:19 +0000</pubDate>
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		<description>[...] post ha praticamente stracciato tutti gli altri: Intervista con Andrea Valle è stato il più cliccato (sia come post singolo che come intervista), il più commentato e, [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] post ha praticamente stracciato tutti gli altri: Intervista con Andrea Valle è stato il più cliccato (sia come post singolo che come intervista), il più commentato e, [...]</p>
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		<title>By: carlo benzi</title>
		<link>http://www.soundesign.info/interviste/intervista-con-andrea-valle/comment-page-1#comment-42476</link>
		<dc:creator>carlo benzi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 00:37:28 +0000</pubDate>
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		<description>non avevo ancora visto questa interessante discussione; un salutone ad andrea e a marco!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non avevo ancora visto questa interessante discussione; un salutone ad andrea e a marco!</p>
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		<title>By: The Art of Soundscaping &#171; Tertium Auris</title>
		<link>http://www.soundesign.info/interviste/intervista-con-andrea-valle/comment-page-1#comment-42295</link>
		<dc:creator>The Art of Soundscaping &#171; Tertium Auris</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 12:38:45 +0000</pubDate>
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		<description>[...] costruzioni Lego e pilotate da computer per  creare imprevedibili architetture sonore. Più info: Intervista a Valle  h 19:00 Inaugurazione h 21:30 Esposizione alla presenza dell&#8217;autore Andrea Valle Ingresso [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] costruzioni Lego e pilotate da computer per  creare imprevedibili architetture sonore. Più info: Intervista a Valle  h 19:00 Inaugurazione h 21:30 Esposizione alla presenza dell&#8217;autore Andrea Valle Ingresso [...]</p>
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		<title>By: marco lenzi</title>
		<link>http://www.soundesign.info/interviste/intervista-con-andrea-valle/comment-page-1#comment-41567</link>
		<dc:creator>marco lenzi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 18:53:54 +0000</pubDate>
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		<description>sono d&#039;accordo con gianpaolo e mi scuso (ovviamente per quanto riguarda la mia parte). credo comunque che questo, per un&#039;infinità di ragioni, sia un momento molto critico per la musica: non c&#039;è da meravigliarsi se gli animi tendano a scaldarsi quando se ne parla (da qualsiasi punto di vista)... un caro saluto e un abbraccio a tutti,
marco lenzi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono d&#8217;accordo con gianpaolo e mi scuso (ovviamente per quanto riguarda la mia parte). credo comunque che questo, per un&#8217;infinità di ragioni, sia un momento molto critico per la musica: non c&#8217;è da meravigliarsi se gli animi tendano a scaldarsi quando se ne parla (da qualsiasi punto di vista)&#8230; un caro saluto e un abbraccio a tutti,<br />
marco lenzi</p>
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		<title>By: Gianpaolo D'Amico</title>
		<link>http://www.soundesign.info/interviste/intervista-con-andrea-valle/comment-page-1#comment-41566</link>
		<dc:creator>Gianpaolo D'Amico</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 17:54:48 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno a tutti, voglio solo segnalare che ho deciso di chiudere i commenti di questo post.

Preferisco non andare oltre perchè si andrebbe in delle direzioni completamente sbagliate. Nessuno ne ha colpa. Ma in questo modo non la finiremmo più e non parleremmo del tema di cui ci stiamo occupando.

Avevo ricordato di calmare gli animi, con la paura che si perdesse completamente in senso della discussione, cosa che è successa purtroppo.

Questa non è una censura, anzi è un invito a tutte le persone coinvolte in questo post a incontrarsi in qualsiasi modo (mail, chat, realmente), magari con noi nel mezzo (si farà un workshop sullo scontro nel mondo della composizione musicale?).

Ringrazio tutti veramente per aver partecipato, ma concedeteci questa posizione finale, in quanto sounDesign è la nostra casa e se le cose non vanno nella direzione giusta abbiamo tutto il diritto di compiere delle azioni di questo tipo.

Non è stato facile gestire questa cosa, manderò delle mail private alle persone coinvolte nel caso in cui vogliano chiarire le loro posizioni, ma per il resto questo post è chiuso.

Non ce ne vogliate, un saluto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a tutti, voglio solo segnalare che ho deciso di chiudere i commenti di questo post.</p>
<p>Preferisco non andare oltre perchè si andrebbe in delle direzioni completamente sbagliate. Nessuno ne ha colpa. Ma in questo modo non la finiremmo più e non parleremmo del tema di cui ci stiamo occupando.</p>
<p>Avevo ricordato di calmare gli animi, con la paura che si perdesse completamente in senso della discussione, cosa che è successa purtroppo.</p>
<p>Questa non è una censura, anzi è un invito a tutte le persone coinvolte in questo post a incontrarsi in qualsiasi modo (mail, chat, realmente), magari con noi nel mezzo (si farà un workshop sullo scontro nel mondo della composizione musicale?).</p>
<p>Ringrazio tutti veramente per aver partecipato, ma concedeteci questa posizione finale, in quanto sounDesign è la nostra casa e se le cose non vanno nella direzione giusta abbiamo tutto il diritto di compiere delle azioni di questo tipo.</p>
<p>Non è stato facile gestire questa cosa, manderò delle mail private alle persone coinvolte nel caso in cui vogliano chiarire le loro posizioni, ma per il resto questo post è chiuso.</p>
<p>Non ce ne vogliate, un saluto</p>
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	<item>
		<title>By: marco lenzi</title>
		<link>http://www.soundesign.info/interviste/intervista-con-andrea-valle/comment-page-1#comment-41564</link>
		<dc:creator>marco lenzi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 16:40:17 +0000</pubDate>
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		<description>stammi a sentire, supertarzan,

PUNTO PRIMO:
&#039;sederino caldo&#039;, &#039;burocrate che ha bisogno di leggere il curriculum delle persone per interpretare ciò che dicono&#039;, &#039;pseudo intellettuale post-sessantottino represso&#039;, &#039;incapace di una qualsiasi distinzione fenomenologica&#039; e &#039;Bruno Vespa&#039; sarai te e qualcuno della tua prosapia selvafiorita.

PUNTO SECONDO:
distinguera la grammatica della musica dal suo funzionamento è come voler distinguere tra porta e uscio. non prenderti per il culo da solo...

PUNTO TERZO:
non è soltanto il conservatorio in sé a sapere di muffa ma tutto quel pitagorismo d&#039;accatto ancora duro a morire e del quale, come direbbe dante, &#039;è bello tacere&#039;.
per me, fra un giusto dacci che dice:

[cito] &quot;Il tempo viene distinto in tempo reale-semplice e composto. Il 4/4-2/4-3/4 sono tempi reali perché le varie figure non subiscono alcuna alterazione nel loro valore che hanno, rispondendo esattamente al valore appropriato dai movimenti o quarti, occorrenti nei tempi indicati. Il 2/2-3/8 sono tempi semplici poiché si considera il valore delle figure componenti le misure, non nel loro valore intrinseco in confronto ai movimenti del tempo, ma in proporzione minore: p.es. il tempo 2/2 le minime si appropriano un movimento ciascuna, e il 3/8 le crome rappresentano i tre movimenti del tempo stesso. Sono tempi composti, e si chiamano tali perché il valore delle figure necessarie per la formazione delle singole misure viene fissato in più di quello che rappresentano, sempre in rapporto ai movimenti o quarti frazionanti le misure dei tempi suddetti. I tempi composti sono il 3/2 ove le minime tengono un quarto di movimento, il 6/4 dove tre semiminime rappresentano il valore di un quarto o movimento, il 6/8 perché tre crome si considerano rappresentanti un movimento o quarto, il 12/4 dato che ogni movimento viene indicato da una minima puntata, e finalmente il tempo di 12/8 che tre crome rappresentano un quarto o movimento. Le considerazioni citate devonsi valutare anche pei tempi 9/4 e 9/8.&quot; [fine citazione]

e un fabio selvafiorita che dice che:
[cito] &quot;si sta cercando, con un po di fatica, anche perchè la questione è certamente un po delicata, di integrare la generazione di partiture nei sistemi assisted, o meglio, se vogliamo, di formattazione del testo musicale…mi viene in mente soprattutto http://kiliansprotte.de/lisp/ sta cercando con la library ksquant di estendere la ENP-Score-notation in PWGL per creare un collegamento forte con le procedure (PWGL a parte lo avevo visto anche “pilotare” Sibelius in modo tale da generare automaticamente una partitura..ma non mi ricordo da quale ambiente…era piuttosto impressionante) . Da quanto avevo visto poi in Open Music c’è una library che esporta le score (anche con multimetrie molto complesse) generate in lilypond http://karim.haddad.free.fr/pages/downloads.html . Non l’ho ancora testata mo ho visto dei risultati interessanti.&quot; [fine citazione]

non c&#039;è nessuna differenza.

A FABBIOOOO, FACCE GODE!!!...&quot;

con i migliori augguri per la tua attività compositiva, te saluta ir batterista de i cuggini di campagna.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>stammi a sentire, supertarzan,</p>
<p>PUNTO PRIMO:<br />
&#8216;sederino caldo&#8217;, &#8216;burocrate che ha bisogno di leggere il curriculum delle persone per interpretare ciò che dicono&#8217;, &#8216;pseudo intellettuale post-sessantottino represso&#8217;, &#8216;incapace di una qualsiasi distinzione fenomenologica&#8217; e &#8216;Bruno Vespa&#8217; sarai te e qualcuno della tua prosapia selvafiorita.</p>
<p>PUNTO SECONDO:<br />
distinguera la grammatica della musica dal suo funzionamento è come voler distinguere tra porta e uscio. non prenderti per il culo da solo&#8230;</p>
<p>PUNTO TERZO:<br />
non è soltanto il conservatorio in sé a sapere di muffa ma tutto quel pitagorismo d&#8217;accatto ancora duro a morire e del quale, come direbbe dante, &#8216;è bello tacere&#8217;.<br />
per me, fra un giusto dacci che dice:</p>
<p>[cito] &#8220;Il tempo viene distinto in tempo reale-semplice e composto. Il 4/4-2/4-3/4 sono tempi reali perché le varie figure non subiscono alcuna alterazione nel loro valore che hanno, rispondendo esattamente al valore appropriato dai movimenti o quarti, occorrenti nei tempi indicati. Il 2/2-3/8 sono tempi semplici poiché si considera il valore delle figure componenti le misure, non nel loro valore intrinseco in confronto ai movimenti del tempo, ma in proporzione minore: p.es. il tempo 2/2 le minime si appropriano un movimento ciascuna, e il 3/8 le crome rappresentano i tre movimenti del tempo stesso. Sono tempi composti, e si chiamano tali perché il valore delle figure necessarie per la formazione delle singole misure viene fissato in più di quello che rappresentano, sempre in rapporto ai movimenti o quarti frazionanti le misure dei tempi suddetti. I tempi composti sono il 3/2 ove le minime tengono un quarto di movimento, il 6/4 dove tre semiminime rappresentano il valore di un quarto o movimento, il 6/8 perché tre crome si considerano rappresentanti un movimento o quarto, il 12/4 dato che ogni movimento viene indicato da una minima puntata, e finalmente il tempo di 12/8 che tre crome rappresentano un quarto o movimento. Le considerazioni citate devonsi valutare anche pei tempi 9/4 e 9/8.&#8221; [fine citazione]</p>
<p>e un fabio selvafiorita che dice che:<br />
[cito] &#8220;si sta cercando, con un po di fatica, anche perchè la questione è certamente un po delicata, di integrare la generazione di partiture nei sistemi assisted, o meglio, se vogliamo, di formattazione del testo musicale…mi viene in mente soprattutto <a href="http://kiliansprotte.de/lisp/" rel="nofollow">http://kiliansprotte.de/lisp/</a> sta cercando con la library ksquant di estendere la ENP-Score-notation in PWGL per creare un collegamento forte con le procedure (PWGL a parte lo avevo visto anche “pilotare” Sibelius in modo tale da generare automaticamente una partitura..ma non mi ricordo da quale ambiente…era piuttosto impressionante) . Da quanto avevo visto poi in Open Music c’è una library che esporta le score (anche con multimetrie molto complesse) generate in lilypond <a href="http://karim.haddad.free.fr/pages/downloads.html" rel="nofollow">http://karim.haddad.free.fr/pages/downloads.html</a> . Non l’ho ancora testata mo ho visto dei risultati interessanti.&#8221; [fine citazione]</p>
<p>non c&#8217;è nessuna differenza.</p>
<p>A FABBIOOOO, FACCE GODE!!!&#8230;&#8221;</p>
<p>con i migliori augguri per la tua attività compositiva, te saluta ir batterista de i cuggini di campagna.</p>
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	<item>
		<title>By: Fabio</title>
		<link>http://www.soundesign.info/interviste/intervista-con-andrea-valle/comment-page-1#comment-41563</link>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 15:13:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.soundesign.info/?p=1639#comment-41563</guid>
		<description>Caro Marco, ma ti brucia un po il sederino? O sei uno di quei burocrati che ha bisogno di leggere prima il curriculum delle persone per interpretare ciò che dicono?
Il tuo pregiudizio ideologico è grosso come una casa e credo sia ora di finirla con questi atteggiamenti da pseudo intellettuale post-sessantottino represso e oppresso dai corridoi bui di un&#039;istituzione, quella dei conservatori, che rappresenta lo 0,00002% della bella produzione musicale mondiale che invece quelli che la pensano come te hanno contribuito a costruire. Io non sono un burocrate e da buon individualista non faccio il portaborse delle istituzioni, figurarsi quindi quelle musicali (tra l&#039;altro se proprio ci tieni alle tue distinzioni tra categorie inferiori e superiori musicalmente sono un&#039;autodidatta, con l&#039;hobby del thrash metal :-) 
Ma veniamo al dunque, visto che ci tieni.
Mi pare che tu non abbia capito nulla di quello che ho detto (anzi, di quello che è stato detto) e di certo non posso essere responsabile della tua incapacità di una qualsiasi distinzione fenomenologica (ops, che, capisco, in questo contesto non può che suonarti come una parolaccia). Se non vuoi conoscere determinate esperienze musicali (indipendentemente dalla nostra formazione) è e rimane un problema tuo che potevi evitare di palesare in questo contesto (ma a quanto vedo, confondendomi con qualcun altro, stai mostrando il tuo desiderio di volerti togliere dei sassolini dallo scarpone). Quindi ti consiglio di prendere meglio la mira prima di sparare.  
Dici:

&quot;non è questo il vecchio pregiudizio che nel nostro paese tarda ad essere estirpato, il pregiudizio contrario, quello cioè secondo cui per ‘capire’ la musica occorre conoscere la sua grammatica:&quot;

No, Marco. Non fare il Bruno Vespa della situazione. Non ho mai detto che per &quot;‘capire’ la musica occorre conoscere la sua grammatica&quot;...capisco che la distinzione può essere sottile ma è fondamentale in questo contesto:
Per comprendere alcune esperienze  (quali ad esempio quelle di cui si parla e molta della musica scritta occidentale, che so non fregartene niente e non capisco perchè ci tieni tanto a farcelo sapere) è utile conoscerne il funzionamento. La plasticità è neurale. La qualità del tuo ascolto può essere differente perchè, come dicevo, le orecchie non sono staccate dal cervello. 
&lt;strong&gt;Per ottenere una risposta estetica, o ad esempio affinchè certe aspettative risolte o disattese possano far emergere in modo sostanziale e differente anche emozioni e sentimenti, è necessario, Marco o non Marco, educare. &lt;/strong&gt;
Ma faccio un passo ulteriore, tra l&#039;altro estremizzando una dimensione dell&#039;ascolto che difficilmente saprai a questo punto interpretare:
Per le esperienze di cui parlo, che io chiamo Musica (e qui la emme maiuscula prescinde da qualsiasi considerazione fenomenologica&quot;), io auspico che la testimonianza di ciò che accade in quanto suono (&quot;che non è conoscenza dei quello che accade mediante il suono&quot; dice Donatoni e sono più che d&#039;accordo) non cessi di essere testimonianza in-formata nel tempo da cognizioni di causa proprie alla musica. Attenzione: PROPRIE e ovviamente in divenire. 
Anche perchè (e qui fenomenologicamente torno a sospendere un giudizio per citare fatti storici) La Storia (e scusa l&#039;enfasi sulla S maiuscola) della Musica (idem) Occidentale (oi oi :-) affonda le sue radici in una condizione &quot;dialettica&quot; dove il primato dell&#039;ascolto è solo una faccia della medaglia. Platone infieriva contro &quot;coloro che antepogono le orecchie alla mente&quot; (i seguaci di Aristosseno) e l&#039;educazione musicale era per lui pura speculazione teorica. Cose note, liberamente opinabili ma innegabili. In Pitagora, ma poi anche negli armonicali, si fonde la corrispondenza ultima tra numero e suono. Compenetrazione Inscindibile. Se non ci fossero quelle misurazioni del monocordo non ci sarebbero giuste intonazioni; viceversa quegli intervalli sonori non potrebbero essere mai ascoltati se non attraverso quelle, e solo quelle, misurazioni, concrezioni di un pensiero (anche altro) rispetto al suono.
Quindi, se proprio è necessario tirare in mezzo l&#039;apriori, è la necessità dell&#039;esperienza estetico/sonora a dover essere considerata come una... categoria. 
Quindi sono d&#039;accordo con Valle. 
Non esiste mai una condizione di ascolto musicale &quot;immacolata&quot;. 
Noi ascoltiamo sempre ciò che siamo. L&#039;ascolto sarà pure superficialmente la finalità dell&#039;esperienza musicale ma la sua qualità sarà sempre informata da dimensioni altre dell&#039;esperienza e delle sensazioni umane (audivisione e sinestesie comprese).
parafrasando quella gran donna di Anais Nin 
&lt;strong&gt;We don’t hear things as they are, we hear things as we are &lt;/strong&gt;

</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Marco, ma ti brucia un po il sederino? O sei uno di quei burocrati che ha bisogno di leggere prima il curriculum delle persone per interpretare ciò che dicono?<br />
Il tuo pregiudizio ideologico è grosso come una casa e credo sia ora di finirla con questi atteggiamenti da pseudo intellettuale post-sessantottino represso e oppresso dai corridoi bui di un&#8217;istituzione, quella dei conservatori, che rappresenta lo 0,00002% della bella produzione musicale mondiale che invece quelli che la pensano come te hanno contribuito a costruire. Io non sono un burocrate e da buon individualista non faccio il portaborse delle istituzioni, figurarsi quindi quelle musicali (tra l&#8217;altro se proprio ci tieni alle tue distinzioni tra categorie inferiori e superiori musicalmente sono un&#8217;autodidatta, con l&#8217;hobby del thrash metal <img src='http://www.soundesign.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Ma veniamo al dunque, visto che ci tieni.<br />
Mi pare che tu non abbia capito nulla di quello che ho detto (anzi, di quello che è stato detto) e di certo non posso essere responsabile della tua incapacità di una qualsiasi distinzione fenomenologica (ops, che, capisco, in questo contesto non può che suonarti come una parolaccia). Se non vuoi conoscere determinate esperienze musicali (indipendentemente dalla nostra formazione) è e rimane un problema tuo che potevi evitare di palesare in questo contesto (ma a quanto vedo, confondendomi con qualcun altro, stai mostrando il tuo desiderio di volerti togliere dei sassolini dallo scarpone). Quindi ti consiglio di prendere meglio la mira prima di sparare.<br />
Dici:</p>
<p>&#8220;non è questo il vecchio pregiudizio che nel nostro paese tarda ad essere estirpato, il pregiudizio contrario, quello cioè secondo cui per ‘capire’ la musica occorre conoscere la sua grammatica:&#8221;</p>
<p>No, Marco. Non fare il Bruno Vespa della situazione. Non ho mai detto che per &#8220;‘capire’ la musica occorre conoscere la sua grammatica&#8221;&#8230;capisco che la distinzione può essere sottile ma è fondamentale in questo contesto:<br />
Per comprendere alcune esperienze  (quali ad esempio quelle di cui si parla e molta della musica scritta occidentale, che so non fregartene niente e non capisco perchè ci tieni tanto a farcelo sapere) è utile conoscerne il funzionamento. La plasticità è neurale. La qualità del tuo ascolto può essere differente perchè, come dicevo, le orecchie non sono staccate dal cervello.<br />
<strong>Per ottenere una risposta estetica, o ad esempio affinchè certe aspettative risolte o disattese possano far emergere in modo sostanziale e differente anche emozioni e sentimenti, è necessario, Marco o non Marco, educare. </strong><br />
Ma faccio un passo ulteriore, tra l&#8217;altro estremizzando una dimensione dell&#8217;ascolto che difficilmente saprai a questo punto interpretare:<br />
Per le esperienze di cui parlo, che io chiamo Musica (e qui la emme maiuscula prescinde da qualsiasi considerazione fenomenologica&#8221;), io auspico che la testimonianza di ciò che accade in quanto suono (&#8220;che non è conoscenza dei quello che accade mediante il suono&#8221; dice Donatoni e sono più che d&#8217;accordo) non cessi di essere testimonianza in-formata nel tempo da cognizioni di causa proprie alla musica. Attenzione: PROPRIE e ovviamente in divenire.<br />
Anche perchè (e qui fenomenologicamente torno a sospendere un giudizio per citare fatti storici) La Storia (e scusa l&#8217;enfasi sulla S maiuscola) della Musica (idem) Occidentale (oi oi <img src='http://www.soundesign.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  affonda le sue radici in una condizione &#8220;dialettica&#8221; dove il primato dell&#8217;ascolto è solo una faccia della medaglia. Platone infieriva contro &#8220;coloro che antepogono le orecchie alla mente&#8221; (i seguaci di Aristosseno) e l&#8217;educazione musicale era per lui pura speculazione teorica. Cose note, liberamente opinabili ma innegabili. In Pitagora, ma poi anche negli armonicali, si fonde la corrispondenza ultima tra numero e suono. Compenetrazione Inscindibile. Se non ci fossero quelle misurazioni del monocordo non ci sarebbero giuste intonazioni; viceversa quegli intervalli sonori non potrebbero essere mai ascoltati se non attraverso quelle, e solo quelle, misurazioni, concrezioni di un pensiero (anche altro) rispetto al suono.<br />
Quindi, se proprio è necessario tirare in mezzo l&#8217;apriori, è la necessità dell&#8217;esperienza estetico/sonora a dover essere considerata come una&#8230; categoria.<br />
Quindi sono d&#8217;accordo con Valle.<br />
Non esiste mai una condizione di ascolto musicale &#8220;immacolata&#8221;.<br />
Noi ascoltiamo sempre ciò che siamo. L&#8217;ascolto sarà pure superficialmente la finalità dell&#8217;esperienza musicale ma la sua qualità sarà sempre informata da dimensioni altre dell&#8217;esperienza e delle sensazioni umane (audivisione e sinestesie comprese).<br />
parafrasando quella gran donna di Anais Nin<br />
<strong>We don’t hear things as they are, we hear things as we are </strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: marco lenzi</title>
		<link>http://www.soundesign.info/interviste/intervista-con-andrea-valle/comment-page-1#comment-41562</link>
		<dc:creator>marco lenzi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 11:22:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.soundesign.info/?p=1639#comment-41562</guid>
		<description>...e comunque, tornando a fabio e in particolare a questo passo della sua risposta:

[cito] Marco dice: “LA MUSICA, OGNI MUSICA, E’ FATTA PER ESSERE ASCOLTATA”…sticazzi… e quindi?
Cosa ho compreso con questo di Cage, Xenakis, di Valle, di Babbit? NULLA. Perchè preferisci parlarmi di te e di quanto sia bello avere un orecchio enorme al posto del cervello? Un brutta mutazione genetica.
E’proprio questo il vecchio pregiudizio che proprio nel nostro vituperato paese tarda ad essere estirpato. [fine citazione]

dico e ribadisco che no, non è questo il vecchio pregiudizio che nel nostro paese tarda ad essere estirpato, ma è esattamente il pregiudizio contrario, quello cioè secondo cui per &#039;capire&#039; la musica occorre conoscere la sua grammatica: QUESTO è il pregiudizio responsabile dell&#039;ABISSO che ancora oggi separa il piccolo mondo dei musicisti
dai sentimenti e dalle emozioni degli esseri umani. è questo che ha impedito a milioni di persone di coltivare la propria musicalità e la propria sensibilità musicale al di fuori delle pareti buie e odorose di muffa dei conservatori, è questo che fa loro dire &#039;io non capisco niente di musica&#039;, &#039;non canto, sono stonato&#039;, &#039;ho iniziato a studiare il pianoforte ma poi ho smesso&#039;. di questo sono responsabili tutti quei nipotini di hanslick che hanno attaccato l&#039;approccio ludico e ingenuo al fenomeno sonoro opponendogli un severissimo quanto ottuso approccio &#039;formale&#039; che dovrebbe, secondo loro, far capire meglio un pezzo di musica solo qualora si riuscisse a individuarne le progressioni, le cadenze, le imitazioni e tutti gli altri aspetti linguistici &#039;interni&#039; (che poi, cosa comica tra tutte, non sono in grado di cogliere nemmeno loro...): questa è la stronzata micidiale [oh, scusate, proprio non ce la faccio a non dire parolacce...] che ha consegnato l&#039;italia musicale in mano agli amici di maria de filippi. il resto (&#039;capire&#039; cage, xenakis, valle, babbitt) è aneddotica e curiosità (file under &#039;la settimana enigmistica&#039;&#039;s&#039;lo sapevate che?...&#039;).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;e comunque, tornando a fabio e in particolare a questo passo della sua risposta:</p>
<p>[cito] Marco dice: “LA MUSICA, OGNI MUSICA, E’ FATTA PER ESSERE ASCOLTATA”…sticazzi… e quindi?<br />
Cosa ho compreso con questo di Cage, Xenakis, di Valle, di Babbit? NULLA. Perchè preferisci parlarmi di te e di quanto sia bello avere un orecchio enorme al posto del cervello? Un brutta mutazione genetica.<br />
E’proprio questo il vecchio pregiudizio che proprio nel nostro vituperato paese tarda ad essere estirpato. [fine citazione]</p>
<p>dico e ribadisco che no, non è questo il vecchio pregiudizio che nel nostro paese tarda ad essere estirpato, ma è esattamente il pregiudizio contrario, quello cioè secondo cui per &#8216;capire&#8217; la musica occorre conoscere la sua grammatica: QUESTO è il pregiudizio responsabile dell&#8217;ABISSO che ancora oggi separa il piccolo mondo dei musicisti<br />
dai sentimenti e dalle emozioni degli esseri umani. è questo che ha impedito a milioni di persone di coltivare la propria musicalità e la propria sensibilità musicale al di fuori delle pareti buie e odorose di muffa dei conservatori, è questo che fa loro dire &#8216;io non capisco niente di musica&#8217;, &#8216;non canto, sono stonato&#8217;, &#8216;ho iniziato a studiare il pianoforte ma poi ho smesso&#8217;. di questo sono responsabili tutti quei nipotini di hanslick che hanno attaccato l&#8217;approccio ludico e ingenuo al fenomeno sonoro opponendogli un severissimo quanto ottuso approccio &#8216;formale&#8217; che dovrebbe, secondo loro, far capire meglio un pezzo di musica solo qualora si riuscisse a individuarne le progressioni, le cadenze, le imitazioni e tutti gli altri aspetti linguistici &#8216;interni&#8217; (che poi, cosa comica tra tutte, non sono in grado di cogliere nemmeno loro&#8230;): questa è la stronzata micidiale [oh, scusate, proprio non ce la faccio a non dire parolacce...] che ha consegnato l&#8217;italia musicale in mano agli amici di maria de filippi. il resto (&#8216;capire&#8217; cage, xenakis, valle, babbitt) è aneddotica e curiosità (file under &#8216;la settimana enigmistica&#8221;s&#8217;lo sapevate che?&#8230;&#8217;).</p>
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		<title>By: marco lenzi</title>
		<link>http://www.soundesign.info/interviste/intervista-con-andrea-valle/comment-page-1#comment-41557</link>
		<dc:creator>marco lenzi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 20:55:17 +0000</pubDate>
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		<description>e allora?

(tutto quello che ho scritto in realtà è un delirio per dire che non mi piace il termine supercollider)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e allora?</p>
<p>(tutto quello che ho scritto in realtà è un delirio per dire che non mi piace il termine supercollider)</p>
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	<item>
		<title>By: Marco Busatto</title>
		<link>http://www.soundesign.info/interviste/intervista-con-andrea-valle/comment-page-1#comment-41554</link>
		<dc:creator>Marco Busatto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 17:35:18 +0000</pubDate>
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		<description>Il dubbio che poni, Marco Lenzi, è ricollegabile ad una qualsiasi delle arti: quando guardo che cosa guardo in realtà o che cosa vedo e percepisco di quella realtà che guardo (accidenti mi sembra un quesito tipico di logica fuzzy). L&#039;opera d&#039;arte, che sia sonora, figurativa, performativa o altro, pone e discute continuamente su questa e con questa domanda, che in fondo riguarda il pensiero e l&#039;emotività di chi guarda e ascolta e di chi produce e mette in piedi (il dubbio è ciò che crea) e di tutto il bagaglio delle esperienze accumulate sia dagli uni che dagli altri.
Mi fermo, anche perché io sono pinco pallino e qui si va fuori dal seminato... Concedetemi solamente un&#039;altra nota, un rimando a &quot;La sparizione dell’arte&quot; di Jean Baudrillard per chi volesse approfondire tali argomentazioni.

Alex l&#039;estetica non esiste perché sia il bello che il brutto sono un tutt&#039;uno con il risultato di una percezione soggettiva influenzata da una miriade di fonti (gruppo sociale, educazione, gusti personali, eccetera). Però negandola la si rivendica. Quindi, in perfetta linea con la logica fuzzy (ancora una volta) esiste e non esiste, e per metà vera e per metà falsa: estetica non-estetica. (???)

Ringrazio Luigi per il simpatico video ma, come tecnologia, preferisco http://suguru.goto.free.fr/Contents/SuguruGoto-e.html.

Ma in tutto questo dov&#039;è finito supercollider? So che questa non è la sede ma non si dovrebbe discutere di reti neurali e di algoritmi genetici improntati alla costruzione degli eventi sonori? E&#039; del perché l&#039;arte in toto deve impossessarsene ed utilizzarli?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il dubbio che poni, Marco Lenzi, è ricollegabile ad una qualsiasi delle arti: quando guardo che cosa guardo in realtà o che cosa vedo e percepisco di quella realtà che guardo (accidenti mi sembra un quesito tipico di logica fuzzy). L&#8217;opera d&#8217;arte, che sia sonora, figurativa, performativa o altro, pone e discute continuamente su questa e con questa domanda, che in fondo riguarda il pensiero e l&#8217;emotività di chi guarda e ascolta e di chi produce e mette in piedi (il dubbio è ciò che crea) e di tutto il bagaglio delle esperienze accumulate sia dagli uni che dagli altri.<br />
Mi fermo, anche perché io sono pinco pallino e qui si va fuori dal seminato&#8230; Concedetemi solamente un&#8217;altra nota, un rimando a &#8220;La sparizione dell’arte&#8221; di Jean Baudrillard per chi volesse approfondire tali argomentazioni.</p>
<p>Alex l&#8217;estetica non esiste perché sia il bello che il brutto sono un tutt&#8217;uno con il risultato di una percezione soggettiva influenzata da una miriade di fonti (gruppo sociale, educazione, gusti personali, eccetera). Però negandola la si rivendica. Quindi, in perfetta linea con la logica fuzzy (ancora una volta) esiste e non esiste, e per metà vera e per metà falsa: estetica non-estetica. (???)</p>
<p>Ringrazio Luigi per il simpatico video ma, come tecnologia, preferisco <a href="http://suguru.goto.free.fr/Contents/SuguruGoto-e.html" rel="nofollow">http://suguru.goto.free.fr/Contents/SuguruGoto-e.html</a>.</p>
<p>Ma in tutto questo dov&#8217;è finito supercollider? So che questa non è la sede ma non si dovrebbe discutere di reti neurali e di algoritmi genetici improntati alla costruzione degli eventi sonori? E&#8217; del perché l&#8217;arte in toto deve impossessarsene ed utilizzarli?</p>
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	<item>
		<title>By: Alex Calò</title>
		<link>http://www.soundesign.info/interviste/intervista-con-andrea-valle/comment-page-1#comment-41552</link>
		<dc:creator>Alex Calò</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 07:36:07 +0000</pubDate>
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		<description>Caspita che lungo discorso ha suscitato l&#039;Andrea Valle ... che a tal proposito vorrei ringraziare per la sua disponibilità a rispondere sul blog,  per i testi che ha scritto e per il lavoro di ricerca che svolge ogni giorno: GRAZIE!

Per quanto riguarda la lunga ed accesa discussione, sicuramente molto interessante, mi guardo bene dallo scrivere qualcosa proprio per evitare il prolungamento del post.

Adesso vi dirò una cosa soltanto che potrebbe scioccarvi: non abbiate paura di comporre musica (a patto che vi sia una chiara consapevolezza di causa/effetto), l&#039;estetica non esiste!


Saluti,

Ale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caspita che lungo discorso ha suscitato l&#8217;Andrea Valle &#8230; che a tal proposito vorrei ringraziare per la sua disponibilità a rispondere sul blog,  per i testi che ha scritto e per il lavoro di ricerca che svolge ogni giorno: GRAZIE!</p>
<p>Per quanto riguarda la lunga ed accesa discussione, sicuramente molto interessante, mi guardo bene dallo scrivere qualcosa proprio per evitare il prolungamento del post.</p>
<p>Adesso vi dirò una cosa soltanto che potrebbe scioccarvi: non abbiate paura di comporre musica (a patto che vi sia una chiara consapevolezza di causa/effetto), l&#8217;estetica non esiste!</p>
<p>Saluti,</p>
<p>Ale</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: marco lenzi</title>
		<link>http://www.soundesign.info/interviste/intervista-con-andrea-valle/comment-page-1#comment-41536</link>
		<dc:creator>marco lenzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 22:25:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.soundesign.info/?p=1639#comment-41536</guid>
		<description>sì, effettivamente mi rendo conto di aver usato toni un po&#039; misticheggianti nel mio ultimo intervento... volevo solo porre l&#039;accento sulla natura paradossale dell&#039;ascolto, su un suo modo di darsi che è irriducibile a qualsiasi speculazione. quindi forse farei meglio a distinguere ascolto da ascolto; non esiste, ovviamente, un ascolto &#039;puro&#039;... ma la questione fondamentale è: quando ascolto un pezzo di musica cosa ascolto? è qui che si creano degli scarti, delle cesure. ciò che si ascolta non è mai l&#039;esito di un percorso transitivo lineare che dalla mente del compositore raggiunge l&#039;orecchio dell&#039;ascoltatore passando attraverso un codice linguistico (il metodo compositivo e le sue regole - i suoi algoritmi...); anzi, quando si verifica questo, quando cioè un pezzo di musica non è nient&#039;altro che l&#039;immagine, la rappresentazione sonora, per così dire, del processo che lo ha posto in essere - ecco, lì l&#039;esperienza d&#039;ascolto fallisce, proprio perché in questo caso non si produce più alcuno scarto. ed è nella tensione che si crea tra ciò che effettivamente si sente (una successione di fenomeni sonori) e lo scarto che esso produce (che poi in fondo non è nient&#039;altro, questo scarto, che un&#039;emozione &#039;astratta&#039;, senza nome) che si gioca il senso più profondo e autentico dell&#039;esperienza estetica. insomma l&#039;esperienza estetica è autentica quando non è &#039;soltanto&#039; un&#039;esperienza estetica.

(mi sa però che così invece di chiarirle le ho ingarbugliate di più, le cose... eh, non è facile parlare di queste cose... sì, rileggendo quello che ho scritto mi par d&#039;essere lo pseudo-dionigi areopagita...)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sì, effettivamente mi rendo conto di aver usato toni un po&#8217; misticheggianti nel mio ultimo intervento&#8230; volevo solo porre l&#8217;accento sulla natura paradossale dell&#8217;ascolto, su un suo modo di darsi che è irriducibile a qualsiasi speculazione. quindi forse farei meglio a distinguere ascolto da ascolto; non esiste, ovviamente, un ascolto &#8216;puro&#8217;&#8230; ma la questione fondamentale è: quando ascolto un pezzo di musica cosa ascolto? è qui che si creano degli scarti, delle cesure. ciò che si ascolta non è mai l&#8217;esito di un percorso transitivo lineare che dalla mente del compositore raggiunge l&#8217;orecchio dell&#8217;ascoltatore passando attraverso un codice linguistico (il metodo compositivo e le sue regole &#8211; i suoi algoritmi&#8230;); anzi, quando si verifica questo, quando cioè un pezzo di musica non è nient&#8217;altro che l&#8217;immagine, la rappresentazione sonora, per così dire, del processo che lo ha posto in essere &#8211; ecco, lì l&#8217;esperienza d&#8217;ascolto fallisce, proprio perché in questo caso non si produce più alcuno scarto. ed è nella tensione che si crea tra ciò che effettivamente si sente (una successione di fenomeni sonori) e lo scarto che esso produce (che poi in fondo non è nient&#8217;altro, questo scarto, che un&#8217;emozione &#8216;astratta&#8217;, senza nome) che si gioca il senso più profondo e autentico dell&#8217;esperienza estetica. insomma l&#8217;esperienza estetica è autentica quando non è &#8216;soltanto&#8217; un&#8217;esperienza estetica.</p>
<p>(mi sa però che così invece di chiarirle le ho ingarbugliate di più, le cose&#8230; eh, non è facile parlare di queste cose&#8230; sì, rileggendo quello che ho scritto mi par d&#8217;essere lo pseudo-dionigi areopagita&#8230;)</p>
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