Corso di Sound Design all’Istituto Europeo di Design di Milano

Sabato scorso sono andato a fare una bella incursione nella sede milanese dello IED, l’Istituto Europeo di Design, in occasione della giornata dedicata ai workshop di presentazione di alcuni corsi.

Ovviamente il mio obiettivo era capire cosa sarebbe successo una volta infiltratomi nel gruppo di aspiranti studenti al primo corso triennale di Sound Design in Italia.

Ad accoglierci in un soprendentemente (?) melacentrico laboratorio audio, i responsabili del corso Painè Cuadrelli e Federica Colombo.

Aula 1 del corso di Sound design allo IED di Milano

Cuadrelli ha illustrato la figura e il ruolo del sound designer in modo molto chiaro e onesto, senza nascondere le difficoltà  e i numerosi misunderstanding di una professione che solo con una grande determinazione può guadagnarsi autorevolezza oggi in Italia.

Il corso di Sound Design a Milano ha una durata di 3 anni: un primo anno propedeutico, in cui vengono gettate le basi per il lavoro futuro tramite corsi come l’informatica di base, la storia della musica registrata, la teoria del suono, la semiotica, l’introduzione alla sintesi sonora; un secondo anno di approfondimento delle tematiche dedicate all’ascolto, alla storia della musica (per esempio: il rock con Alberto Campo e l’elettronica con Franco Fabbri) e alla progettazione sonora; un terzo anno, in cui gli studenti si avviano a finalizzare il corso di studi con una tesi della durata di circa 4 mesi, sia in ambito sperimentale che commerciale.

I corsi sono poi arricchiti da una serie di workshop condotti da professionisti e artisti esterni (questa settimana è la volta di Scanner).

Manca qualcosa? Ok…lo so cosa volete, ecco la lista che vi interessa:

  • I anno: Pro Tools;
  • II anno: Logic Studio e Ableton Live;
  • III anno: MAX/MSP;

Aula 2 del corso di Sound design allo IED di Milano

In aggiunta al menu del corso uno studio con armamentario di tutto rispetto (mixer, diffusori, etc.) e un gruppo di compagni di viaggio sonoro (gli studenti del terzo anno) sempre pronti a registrare tutto quello che vi succede intorno.

Infine una segnalazione per un progetto ai nastri di partenza: IEDSound, il sito del corso in cui verranno raccolti i lavori sonori e le sperimentazioni degli studenti del corso.

A giugno ci saranno le tesi degli studenti del terzo anno, che diverranno i primi diplomati in un corso di Sound Design in Italia. Ovviamente noi siamo pronti per una seconda incursione in terra milanese.

Gianpaolo D'Amico

Gianpaolo D'Amico is an independent creative technologist for digital media. He is the founder of sounDesign and a music obsessed since he was 0 years old.

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This Post Has 32 Comments

  1. Fabio Fumagalli says:

    Non è tutto oro ciò che luccica…
    Confesso che avevo scritto delle cose…e prima di schiacciare add il buon senso mi ha bloccato.
    Ho frequentato lo scorso anno questo corso per circa 6 mesi, dopodichè, come molte altre persone me ne sono andato indignato. I motivi sono vari: mancanza di serietà . docenti improvvisati, lezioni umilianti ecc ecc….il tutto seguito da una tassa di iscrizione che non si capisce dove vada a finire (forse nelle locandine della metro??) Ad ogni modo sconsiglio a tutti di fare le “cavie” di questo nuovo corso che ied ha messo in piedi da un paio d’anni. Un consiglio è di parlare con i ragazzi che frequentano (e il 70% vi dirà  le stesse cose). Ovviamente evitate di farlo agli open day dove tutto è finto e fasullo come la brochure.
    Metto a disposizione la mia e-mail per chiarimenti e delucidazioni che pubblicamente (anche se mi spiace) non posso fare.
    Un saluto a tutti e scusate lo sfogo.

  2. Sara Lenzi says:

    Caro Fabio, ci auguriamo che sia l’inizio di un confronto aperto.

  3. Limb0 says:

    HELP
    la questione mi interessa, poichè sto frequentando un corso di Sound design a Roma e volevo sapere cos’è che proprio non va nello Ied..solo che la mail di Fabio non c’è..io intanto lascio la mia, sperando ci sia una risposta..complimenti per il blog, vi prego non smettete :) ciao

  4. La nostra piattaforma di blogging è impostata in modo tale che il campo mail non sia visibile pubblicamente, per evitare che possa avvenire spam nei confronti di chi pubblica un commento.

    Per questo motivo invitiamo chi vuole volontariamente rendere pubblica la sua email di inserirla nel corpo del testo del commento.

  5. Painè Cuadrelli says:

    Fabio: passa a trovarci quando vuoi per verificare di persona lo stato delle cose. Se hai modo di sentire i tuoi ex-compagni di corso, ormai al secondo anno, potrai avere qualche aggiornamento.

  6. Fabio Fumagalli says:

    Caro Painè, anche la tua risposta implicitamente ammette che fino ad oggi il corso è stato di qualità  scadente. Sono tuttora in contatto sia con i miei ex compagni che con i ragazzi del terzo anno e pertanto sono al corrente delle modifiche apportate al corso. Forse la tua posizione di docente non ti permette dicogliere appieno la delusione e il malcontento degli studenti che, quasi all’unanimità , non ripeterebbero la scelta di questa scuola.
    Ti dico questo in totale sincerità  e disinteresse: i ragazzi ancora iscritti per ovvi motivi non possono (e non hanno potuto l’anno scorso) esplicitare le loro opinioni. Il mio voluto abbandono della scuola mi consente ora di parlartene liberamente.
    Vi auguro davvero che con il tempo possiate creare un corso di qualità  elevata e che i cambiamenti che attuerete vi permetteranno di considerare lo Ied finalmente una SCUOLA, nella accezione più autentica di tale parola.

    p.s per limb0: fumagallina@alice.it è una mail dedicata a situazioni di spam. Sarò disponibile per racontarti la mia esperienza passata e attuale. Ti consiglio di contattare anche gli studenti che frequentano attualmente il corso. Come ha scritto il neo-direttore Painè Cuadrelli ci sono stati dei cambiamenti.

  7. Sergio Messina says:

    Salve a tutti, e scusate per questo strascico spiacevole in un bel sito/forum. Trovo sempre inopportuni i colpi di coda, specialmente se mi sembrano (come in questo caso) poco motivati e lievemente pavidi. Dice Fabio Fumagalli che il corso sarebbe di qualità  scadente: siete tutti invitati allo IED, dove (in assoluta libertà , come sanno tutti tranne Fumagalli) potrete verificare quanto stiamo facendo. Naturalmente nessuno è perfetto, ma in questi anni abbiamo lavorato sodo per consentire al corso di migliorare e offrire agli studenti nuove opportunità : per esempio, la scorsa settimana abbiamo avuto un seminario di due giorni con Scanner.

    Se Fumagalli, e qualche altro studente, hanno deciso di non proseguire negli studi naturalmente me ne dolgo. Ma che qualcuno insinui che a scuola si viva in un regime di rappresaglia e intimidazione e’ veramente una idiozia senza senso, e oltre trent’anni di onorata carriera testimoniano della mia onesta’ e correttezza. Per opinioni livide e immotivate rivolgetevi pure a Fumagalli ma, se vi interessa farvi un’idea, il consiglio è di passare allo IED e constatare di persona il clima che si respira nel corso di Sound Design. Mi auguro che la cosa finisca qui, ma sono pronto a fare praticamente qualsiasi cosa, in qualsiasi sede, per difendere l’onorabilità  mia e dei miei colleghi.

  8. Sergio, non c’è alcun problema, è importante che ci sia un confronto aperto e questo posto è stato fatto anche per questo motivo.

  9. Corti Paolo says:

    Ciao Sergio, sono anche io come Fabio ex-studente del corso di sound design allo IED. Penso che nessuno metta in dubbio che anno per anno questo corso migliorerà , che state lavorando per dare allo stesso maggiore qualità , e soprattutto l’onorabilità  tua e di Painè e degli altri docenti, pero penso che sia legittimo esprimere un opinione, soprattutto per noi che putroppo siamo rimasti delusi nel frequentare la prima annualità , in relazione alla retta che come sai non è una passeggiata. Vi auguro anche io, come Fabio, di rendere questo corso il migliore possibile, ma mi riservo, essendoci passato, di spezzare una lancia nei confronti di Fabio, anche se credo nella vostra buona fede e nel lavoro che state facendo.

  10. Fabio Fumagalli says:

    Sinceramente non capisco la frase “mia auguro che la cosa finisca qui”, come se esprimere la propria opinione e discutere riguardo qualcosa sia sbagliato. Penso sia scorretto piuttosto argomentare posizioni differenti alla propria con termini del tipo “idiozie senza senso” o attaccarsi alla propria carriera per (non so in quale modo) convincere chi legge della validità  dello IED. Stiamo parlando del corso non di te Sergio.

  11. Op says:

    io che invece sono al terzo anno, ero presente all’open day e mi sto facendo diversi orientamenti…
    beh, io in questo corso mi sono trovata bene…
    si forse quest’anno qualche lezione inutile c’e’ stata ed avrei preferito spendere il mio tempo in altro… Eppure sento altre persone che fanno corsi simili che esistono da molto piu’ tempo che hanno problemi uguali, sia corsi privati che corsi statali…
    ora, probabilmente qualche genio che sa gia’ tutto esiste, io che sono partita da zero probabilmente mi sono ritrovata a dover fare quattro volte il lavoro degli altri ed ho veramente approfittato dei professori che, nonostante possano essere impreparati, NON DISDEGNANO MAI M A I MAI UN AIUTO e sicuramente sono nel giro da MOLTO M O L T O MOLTO piu’ tempo di noi pivellini…
    nessuno nasce imparato e qualche volta le situazioni bisogna anche crearsele…

    io lo rifarei tutta la vita
    keep music up…
    op

  12. silvio says:

    ciao a tutti..!è un po di tempo che penso a questa scuola, ma le opinioni il più delle volte discordanti di ex studenti mi fanno riflettere spesso….in ogni caso, precisamente, qual’è la retta mensile da pagare?e ci sono altre spese(tipo libri…cose varie)?
    forse la decisione la prenderò in base a questo!grazie…ciao!

  13. Silvio, come vedi la discussione sulle scuole di formazione è sempre molto accesa. A ogni modo immagino che le informazioni sulla retta mensile debbano essere richieste direttamente alla segreteria.

  14. […] Qualche giorno fa si è conclusa la prima sessione di lauree per il corso di sound design dello IED. Ho avuto l’occasione di essere presente, ed ho potuto apprezzare la qualità  dei lavori – dall’idea, alla realizzazione, alla presentazione – e la serietà  e la preparazione dei ragazzi. […]

  15. matteo says:

    ciao a tutti mi chiamo matteo e frequento il corso di sound design. Innanzitutto devo dire che la scuola è fatta bene, gli insegnanti non sono solo insegnanti ma gente del mestiere!!!!!
    Io ho fatto 2 anni e mi accingo a fare il terzo e devo dire che ho imparato molto e non solo a livello tecnico.
    Lo ied è una scuola!!!!!!

  16. […] il post più letto è stato anche quello più commentanto: l’infuocatissimo post sul Corso di Sound Design all’Istituto Europeo di Design di Milano; […]

  17. CJay says:

    …se partite da zero e non sapete nulla riguardo al suono ed i software che lo gestiscono, questo corso sicuramente vi sarà di aiuto. Tenete in considerazione che vi costerà oltre 20 mila euro in tre anni e che il pezzo di carta finale non avrà nessun valore nel mondo “lavorativo”. Il mio consiglio è di spendere i soldi diversamente per DAW, mixer, diffusori, microfoni, compress, preampli e tutto il necessario per lavorare con la musica. Comprate libri! Per la teoria, lo studio e le info in merito, anche il panorama internet offre molto.
    Avrei da dire altro riguardo ad insegnanti e loro dedizione……ma per rispetto “dell’essere umano” lascio stare.
    FATE COSE E RISPARMIATE TEMPO!
    Un saluto CJay.

  18. Questo movimentato post finora mi era sfuggito. Sono anch’io un ex studente IED e non posso fare altro che portare la mia solidarietà a Fabio, con cui ho condiviso diverse volte le opinioni sulla nostro percorso formativo in questo Istituto. Ad oggi non rimpiango la mia scelta dell’abbandono. Il primo (ed unico) anno da me frequentato è stato più o meno un disastro, seppur con molte gratificazioni da parte dei docenti, ma comunque è stata una battaglia per ottenere servizi fondamentali, così a fine anno il clima che si era creato era pessimo (ma almeno vagamente collaborativo)… questo si percepiva a pelle nel cortiletto dello IED parlando con gli studenti tutti, primo e secondo anno (non c’era ancora il terzo). Se oggi qualcosa è cambiato sono contento per i miei ex colleghi, ma continuo a credere che vi sia qualcosa che loro non vogliono esplicitare …forse per timidezza, chissà, eppure vis a vis le cose andavano diversamente e tutti erano pronti ad infuocarsi, ma questa è un’altra storia. La cosa che fa più male è che al costo di circa 7000 euro l’anno mi sarei aspettato di ricevere molto di più! E non conta se oggi qualcosa è cambiato perché la retta è sempre la stessa. Mi chiedo perché ho/abbiamo pagato 7000 euro per un corso che tutt’al più solo oggi ha questo valore? Cosa ho pagato? Non si può pretendere un esborso di questo calibro basandosi su promesse scarsamente mantenute. Per quanto riguarda la risposta di Sergio (che come sempre leggo, stimo, ammiro e abbraccio) voglio aggiungere che quello lanciato da Fabio non è uno “strascico spiacevole” e mi duole sapere che sia letto proprio da te (che individuo come una mente assolutamente brillante) sotto tale prospettiva… leggo cose che non riconosco come tue… “inopportuni i colpi di coda […] poco motivati e lievemente pavidi”, “come sanno tutti tranne Fumagalli”, “una idiozia senza senso”, “oltre trent’anni di onorata carriera”, “per opinioni livide e immotivate”, “mi auguro che la cosa finisca qui”, “difendere l’onorabilità mia e dei miei colleghi”… Mi sono forse fatto un’idea sbagliata? Ho preso un abbaglio in tutti questi anni? Sergio, ti supplico, torna sui tuoi passi, la tua acutezza (anche morale) non può permettere questo atteggiamento… In definitiva vorrei dire tante cose, ma ormai per me è acqua passata. Auguro invece ai nuovi studenti di poter ottenere quello che noi come ex 1° Sound Design (ed io come ex-studente) non abbiamo ricevuto, e di non dover necessariamente “combattere” per riceverlo. Per concludere rimando al post di CJay, tutto ciò che posso consigliare è là dentro, per cui ripeto lo slogan “FATE COSE E RISPARMIATE TEMPO!”, aggiungendo “E SOLDI!”.

  19. Jackson says:

    Non è tutto oro ciò che luccica…
    Confesso che avevo scritto delle cose…e prima di schiacciare add il buon senso mi ha bloccato.
    Ho frequentato lo scorso anno questo corso per circa 6 mesi, dopodichè, come molte altre persone me ne sono andato indignato. I motivi sono vari: mancanza di serietà . docenti improvvisati, lezioni umilianti ecc ecc….il tutto seguito da una tassa di iscrizione che non si capisce dove vada a finire (forse nelle locandine della metro???) Ad ogni modo sconsiglio a tutti di fare le “cavie” di questo nuovo corso che ied ha messo in piedi da un paio d’anni. Un consiglio è di parlare con i ragazzi che frequentano (e il 70% vi dirà le stesse cose). Ovviamente evitate di farlo agli open day dove tutto è finto e fasullo come la brochure.

    Ciao a tutti , faccio copy & paste del primo commento postato dall’ex alunno IED Fabio Fumagalli
    perché lo trovo particolarmente “attuale” , pur essendo passato un anno dalla sua notifica ..
    Siccome penso esattamente le stesse cose apporterò solamente qualche modifica per renderlo un po’ più soggettivo :

    – Frequento la sezione di Sound Design da più di 1 anno … non da 6 mesi .
    Non mi sono ritirato nella speranza che il corso offrisse qualcosa di più costruttivo nelle stagioni a venire …
    e qui le stagioni non passano ..

    – La retta scolastica ogni anno AUMENTA senza motivo e il materiale , che tra l’altro potete osservare
    nella foto sopra i commenti , rimane pressoché invariato . (ci sono settanta utili SM57 che nella foto non si vedono)

    – Se sei fortunato L’Istituto Europeo di Design ti offre la possibilità di avere il tuo speciale momento di gloria
    ai MAGAZZINI GENERALI di Milano !
    Il tuo lavoro sarà selezionato Federica (della quale nessuno ancora comprende il ruolo all’interno della scuola) ,
    e a fine serata ti beccherai una bella pacca sulla spalla dai tuoi amici , più una free-drink .

    – Paradossalmente alcuni corsi all’interno del programma non trattano la materia che si prefiggono di insegnare ,
    o sono del tutto improvvisati ..
    Addirittura in alcuni casi il docente vi chiederà cosa volete fare nel suo corso .. democratico no ?

    – Lezioni annullate all’ultimo momento verranno recuperate nei mesi successivi a discrezione dell’Istituto .

    – Totalmente scadente ogni tipo di contatto con l’esterno : situazioni lavorative , concorsi , collaborazioni ,
    uscite didattiche , ecc …

    Detto questo però, per una questione di totale trasparenza, devo anche affermare che parte dei docenti / professionisti
    presenti all’interno di questo corso meritano tutto il mio supporto e la mia ammirazione .
    E’ in ogni caso ASSURDA la somma che si é costretti a pagare in proporzione a ciò che viene offerto dalla scuola ,
    nel bene e nel male , non mi sento di consigliare questa strada al prossimo .

    Un saluto da un’altra “cavia”

  20. SD2 says:

    Non per essere da meno…lo stesso corso triennale , è attivo anche a Roma…
    Cambia il luogo , ma la storia è sempre la stessa…

    Sono uno studente in corso, e frequento il secondo anno…
    Gli svariati problemi sono già stati esposti in maniera approfondita e non mi dilunghero’ a ripeterli, ma mi limitero’ a esporvi un semplice esempio di come anche qui vi sia un differenza di “caratura” tra il corso di Sound e gli altri…

    Mostra di Fotografia…
    Mostra di Grafica…
    Festival di Pubblicità… e chi ne voglia aggiungere altri, ne aggiunga…

    …ma per quanto riguarda il caro buon “SOUND DESIGN”…nulla all’orizzonte…

    e cosa ancora più umiliante è che i nostri stessi colleghi di altri corsi sia triennali che serali, non sanno neanche che esista un corso del genere…ne tantomeno che ruolo abbia il Sound Designer…

    Altro peccato madornale, riguarda a mio parere il fatto che non ci sia un laboratorio degno del nome che lo IED ha.
    Molti miei compagni, me compreso, preferiamo lavorare a casa con le nostre attrezzature .
    Infine, al contrario di Milano che qualche workshop lo organizza, a Roma non se ne vede nemmeno l’ombra…

    Che dire poi del programma didattico, sulla brochure tutto bello dettagliato, e nella pratica tagliato , ri-arrangiato ,in alcuni casi completamente rivoluzionato.

    Lo IED è un’azienda e come tale tira l’acqua al suo mulino…

    Noi dei poveri illusi, visto che in Italia la formazione professionale nel campo del suono rimane ancora un puntino all’orizzonte…soprattutto allo IED

  21. Sara says:

    Leggendo tra le righe ho avuto conferma di quello che già immaginavo. Forse a quel punto conviene frequentare un corso sperimentale nei conservatori di “musica e nuove tecnologie” (o “tecnologie del suono”, a seconda dell’istituto ha un nome diverso)…almeno si risparmiano i 20000 euro e più!
    In ogni caso, avendolo frequentato e concluso sono arrivata alla considerazione che nessuno riuscirà mai ad insegnarti cosa e come fare in un campo cosi’ innovativo e di ricerca…..è proprio quando ti rendi conto che nessuno ti può o non riesce a spiegarti qualcosa che non hai ancora compreso, beh, allora, questo stesso vuoto dovrebbe spingerti a pensarci tu, da solo!!
    In ogni caso credo che poi manchi in Italia tutta una base di appoggio sulla quale possono contare gli aspiranti sound designer, qualcosa dovrebbe pur succedere una volta completati gli studi….. si, ma dove? Una cosa che dovrebbero insegnarci a fare è come diffondere il nostro operato, come proporre un logo sonoro ad un’azienda etc…non si può andare avanti per conoscienze. Io stessa scrivo qui perchè ho trovato per caso questo sito, non perchè so che esiste!!
    Non parliamo di cosa conosce la gente in merito……Forse è arrivato il momento di fare qualcosa che unifichi questo prodotto a livello italiano al di là dei contrasti e differenze tra istituti (ied, laba, conservatori etc…)….

  22. Azure says:

    Scusate se mi intrometto, ma sono davvero sconcertato da quanto leggo.
    Mio cugino frequenta lo IED (grafica) ed io alla tenera età di 37 anni ho deciso finalmente (visto che la mia carriera è definitivamente in rovina) di prendermi il “famoso pezzo di carta”, che nel mio caso per ovvi motivi anagrafici non può essere l’università. Ho una famiglia grazie al cielo benestante che mi sta mantenendo, ma che tuttavia mi ha messo di fornte ad un aut aut…Bene, coniugando la mia passione per l’informatica e per la musica (nell’accezione più ampia della parola) dopo valutazioni ho scelto una delle più prestigiose scuole internazionali per “sound engineer”…Dopo la obbligatoira visita, per prendere conoscenza del corpo docenti, della struttura e dei corsi, lascio tutto contento la sede e torno a casa soddisfatto, sapendo (a sentire loro) che gli 8500 euro annuali che chiedono saranno ben spesi.
    Peccato che il mio entusiasmo sia stato smorzato nell’apprendere (ebbene si, sono un novizio) tramite internet (blog e forum) che queste scuole (mi riferisco a quella da me scelta, ma anche allo IED) in realtà non offrono nulla e che l’attestato finale conta come la carta del prosciutto! Stiamo scherzando spero? Una persona magari fa sacrifici, lui o la famiglia per poi trovarsi il posto soffiato dai soliti senatori che in Italia tengono il culo attccato alla poltrona per 35 anni? Spero sia una burla!Così come spero sia una burla come ho letto in alcuni blog di gente che consiglia prima la Laurea in informatica o ingegneria, poi il corso alla scuola Xyz, poi il Master alla scuola abc….Poi si è fatta l’età della pensione….Per scoprire inoltre che queste scuole non hanno nessun valore ai fini del lavoro?
    Io sono sempre più allibito….Meno male che oggi non ho staccato subito l’assegno ..
    Saluti

  23. ciao a tutti, mi chiamo Enrico Ascoli e sono sound designer e docente di progettazione sonora al secondo anno del corso di sound dello IED di milano.
    Non entro nel merito delle problematiche emerse in questo dibattito innanzitutto perchè non ho vissuto personalmente il primo e contestato anno di vita di questo corso; poi perchè ho avuto come allievi gli studenti che hanno concluso il triennio l’anno scorso e ho quindi toccato con mano la loro crescita fino al raggiungimento di ottime ricerche di tesi , e infine perchè vorrei orientare la discussione su argomentazioni più costruttive, concernenti le reali problematiche della didattica di una materia come il “sound-design”.
    Vorrei infatti far presente a tutti che quello che chiamiamo sound design non è nè una scienza nè una diciplina assodata e riconosciuta da decenni, ma bensì è un modo in cui si circoscrivono le più disparate esperienze di progettazione intorno ad un altrettanto difficile e proteiforme soggetto: il suono. Trovo importante sottolineare questo aspetto perchè se ad un certo punto abbiamo sentito il bisogno di dare un nome a queste esperienze vuol dire che esse sono diventate così numerose ed diffuse da poter essere considerate fenomeno di interesse collettivo. Ciò è accaduto anche grazie all’avvento e alla diffusione di computer sempre più potenti e flessibili che se da un lato ha permesso di ridefinire vecchi ambiti professionali (come la grafica o il video) dall’altro ha dato il via nuovi ambiti come il web-designer e il sound designer. Stiamo quindi parlando di insegnare una materia che è giovane e basata sulle personali esperienze dei professionisti che la alimentano giorno per giorno, trovando soluzioni a problemi mai precedentemente posti. Quando Sergio Messina mi ha chiamato per insegnare in un triennio di “sound-design” ho pensato due cose: la prima è che era ora che venisse creato un corso orientato ad una progettazione del suono molto più contemporanea, diversa dagli ambiti dei conservatori e dei corsi per fonici professionisti; la seconda è che a livello didattico sarebbe stata una sfida molto stimolante. La sfida stava e sta nel dover costruire un modo per trasmettere delle competenze che fino ad oggi nessuno ha formalizzato in senso teorico e metodologico. Ebbene questa avventura lo IED di milano ha voluto intrapprenderla chiamando in causa professionisti del settore dal cui confronto non può che emergere un corpo disciplinare più definito e forte. Qualcuno negli interventi si definisce “cavia”!!! non concordo. Poichè il sound design è un ambito in divenire; in cui ogni giorno si aggiungono possibilità nuove di intervento, gli studenti non sono cavie ma veri e propri protagonisti; sono coloro che domani non si troveranno per le mani una realtà satura di accademismo ma un universo da creare. Se la scuola ed i docenti sono chiamati a dover offrire percorsi formativi stimolanti e arricchenti, allora il compito degli studenti è quello di succhiare fino al midollo la competenza di professionisti che al di fuori dall’ambito scolastico difficilmente avrebbero a loro disposizione. A mio parere questo è esattamente ciò che sta avvenendo e lo dimostrano i molti e innovativi progetti di tesi da poco iniziati dagli studenti che affrontano l’ultimo anno.
    Sono disponibile a dare informazioni e orientamenti professionali a chiunque sia interessato al corso di sound-design (la mia email è info@enricoascoli.com)
    grazie
    enrico ascoli

  24. navicon says:

    a roma non c’è solo lo IED ma anche l’ IITM
    Questi corsi sono solo delle fregature

  25. gotham says:

    ahahh

  26. Banzo says:

    IED, ITM o nel mio caso la prestigiosissima e premiatissima SAE college.
    Vorrei chiarire un paio di punti:

    1) questi corsi vi daranno basi teoriche ma non vi insegneranno il livello pratico che permette di essere lavorativamente competitivi.

    2) Anche se foste bravissimi i possibili datori di lavoro non tengono neanche lontanamente in cosiderazione il pezzo di carta che vi da lo IED o qualsiasi altro istituto

    3) L’industria audio/musicale/sonora è in crisi da più di 10 anni.
    Molti studi chiudono, e vi parlo di un paese come l’Inghilterra dove il mercato audiovisivo è nettemente superiore a quello italiano

    4) In Italia la maggior parte delle aziende non sa neanche cosa sia il sound design.
    Basta confrontare uno spot americano o inglese con uno italiano
    Questo significa che i sound designer in italia sono ancora visti come qualcosa di cui si può fare a meno.
    Tra 10 anni sicuramente non sarà così…….ma chi sarà così paziente da fare un purgatorio di 10 anni?

    5) vi do l’ennesima dritta.
    Se volete imparare il sound design, le tecniche di registrazione, mixaggio e le tecniche di sintesi sonora, imparerete molte più cose guardando youtube che frequentando un corso.

    Comprate giusto qualche manuale per la teoria, oppure dei video tutorials, Con una spesa di qualche centinaio di euro imparerete molte più cose rispetto ai corsi pluriennali

    6) se avete la possibilità di poter lavorare (anche gratis) con qualche professionista, fatelo, anche il,solo osservare senza poter partecipare vi farà capire molte cose riguardo i metodi di lavoro.
    Tutti i grandi sound engineers e sound designers hanno fatto così.

  27. la voce del popolo ( vaffan club ) says:

    ciao a tutti , mi presento io sono uno dei 25 alunni che anno innaugurato il corso di sound design cioè , sono uno delle cavie che hanno innaugurato sto di corso ruba soldi ben pubblicizzato
    ho ancora conservato un foglio , dove è scritto cosa diventeresti alla fine del corso
    tipo : negoziante di strumenti musicali , speaker , fonico , sound designer ,programmatore , uso dei softwere , dj , producer ecc ecc eccc …..
    io volevo imparare a fare il fonico ma come vedete nelle foto sopra (non dico cazzate) ci sono le foto che lo testimoniano, un mixerino , due casse non tarate due hd, e qualche compressore beringher ,e sopratutto lo studio non è insonorizzato , infatti non c’è neanche un mezzo pannello di bugnato basta vedere le foto (scandaloso) .
    un corso di fonico dovrebbe avere almeno uno studio ben fatto , come minimo dopo tutti i soldi che gli abbiamo dato ,dovevano farlo… per di piu promesse su promesse sul fatto che quando si finiva il corso ci avrebbero piazzato in giro..
    (nessuno è stato piazzato) !!! come minimo dovrebbero darci i soldi indietro ……
    ripeto è un corso minestrone di sound design che non ti specializza in niente
    e costa pure un botto !!
    meglio e strameglio la sae !!!
    solo alcuni professori si salvano (gente di spessore sociale e morale ) tipo : enrico ascoli , taketo, cosma , zangirolami
    quelli che non ho nominato si facessero un esame di coscienza compreso lo IED.
    è brutto prendere per culo i ragazzi !!!!
    ciao a tutti
    dal super eroe del web !! yo

    ps . potrei scrivere altre mille cose contro ma non voglio perdere tempo
    ” sai quante ne so a riguardo ” !!

  28. mannaggialaputtana whateverworksindierock says:

    io sto in questo momento tornando in treno dal workshop di sound design tenuto dal cordinatore (non mi ricordo il nome) appunto di sound design.
    dalla foto che ho visto devo dire che il labratorio che c’è a roma non è per niente simila a quello milanese, a roma ci sono 2-3 aule completamente insonorizzate, una di registazione con un mixer con 10000 canali, casse ovunque, a livello di strumentazione è ottimo (per non parlare di pc mac che solo un aula conteneva qualcosa come 40000 euro di computer. al di la della strumentazione che a me alla fine poco interessa, sono andato li per cercare di capire dettagliatamente a che serve il corso, ovvero quando esci da li chi sei, che competenze hai, e figura professionale puoi rappresentare, mi dispiace dirlo ma sono domande senza risposta, non lo sanno i prof, non lo sa dio, non lo sa nessuno..posso dire solo che puoi (tramite i famosi agganci) lavorare nel panorama multimedile e collaborare con sky, rai, pubblicità, nonchè aprire uno studio di registrazione..ma la figura del sound designer cos’è? principalmente da quello che hanno detto è colui che chiamano quando ad un video manca l’audio. c’è da vedere anche xkè kiedono 20000 euro in tre anni, cosa + che strana, sconcertante..io vorrei sapere con quali aziende si può collaborare, cosa assicura lo ied, visto che chiede una barca di soldi, nel mondo del lavoro. Non basta dire che è un corso formativo e che ci sono gli agganci xkè io x 20000 euro quando esco dall’aula con il diplomino in mano voglio trovare uno staf di professionista che mi porta in braccio nel mio ufficio placcato in oro, con uno stipendio di almeno 6000 euro al mese non vi pare? ecco perchè mannaggialaputtan styla..

  29. Nicola says:

    Beh, a rigor di logica è meglio che si dica la verità riguardo allo IED. Parlo da studente, e frequento il corso di Sound Design presso la sede di Via Alcamo, a Roma. Innanzitutto questo putiferio di “stanze insonorizzate” non esiste… o almeno, ci sono 2 stanze (di cui una funge da “ascolto”, come la chiamano loro e una da laboratorio) che non sono INSONORIZZATE nell’esatta concezione del termine (isolamento acustico dall’esterno) bensì riempite di piramidali fonoassorbenti fino all’inverosimile. In altre parole ci si immerge in un ambiente quasi anecoico che dopo 20 minuti di ascolto ti fa diventare pazzo.
    La sala di “ascolto” (sempre per usare un termine che usa l’istituto per identificare quella stanza) ha un semplicissimo, economico e banalissimo Mackie 32.8 che si riesce a trovare a 500 Euro sul mercato dell’usato. A questo si aggiunge un impianto surround KRK (non ancora configurato nè completato nel montaggio e perdipiù della serie Rokit), un G5 (non un Mac Pro eh!), una 002 e come unico e solo outboard un XRack SSL con 2 soli moduli (che è davvero la cosa più costosa presente in quell’aula). Non so dove qualcuno possa aver visto questo fantomatico mixer a 10.000 canali…
    Il tutto sapientemente montato su una console Argosy che costa + di tutto l’ambaradan.
    La sala laboratorio ha 16 iMac della serie vecchia, con schermi da 23″ posti a 50 centimetri di distanza dallo studente. Il modo più facile per perdere la vista dopo un anno di corso, insomma.
    Per il resto quanto è stato già scritto relativamente ai costi esorbitanti (assolutamente non giustificati dalla strumentazione, dal servizio e dalla qualità degli insegnanti) e sui “presunti” agganci che lo IED avrebbe (e che in realtà sono riferiti SOLO al reparto di fotografia e grafica) risponde al vero. E’ lo stesso coordinatore del corso a non aver idea molte volte di quello che sta dicendo o insegnando. Ho detto tutto :)
    Scordatevi pezzi di carta che servano a qualcosa, scordatevi agganci, scordatevi la qualità. Il corso è una grossa presa in giro. Comprate libri, studiate musica, guardate i video, imparate la vita sul campo… e i 23.000 Euro da spendere per il corso investiteli in un buon computer, un buon software e dei buoni ascolti (oltre che in librerie sonore ovviamente!). E se lo dico io che li ho persi….

  30. Marco says:

    Dopo aver letto tutti questi commenti sono assolutamente certo della buona fede degli studenti e non sono assolutamente più interessato (come 10 minuti fa) all’idea di iscrivermi a questo corso.

    Grazie.

  31. Questo è l’ultimo commento che inseriamo in questo post, non ne pubblicheremo più diversi motivi, primo perchè questo post ha 2 anni di vita e onestamente preferiremmo che chi partecipa al nostro blog dia il suo contributo su altre cose più aggiornate e interessanti, secondo perchè la discussione ha perso qualsiasi tipo di dialettica e si è trasformato in un tiro al bersaglio onestamente poco costruttivo.
    Come sounDesign non siamo interessati a proseguirne la discussione, non ce ne vogliano i nostri lettori.

  32. Lucia Del Bo says:

    Ma sinceramente fumagallina ha ragione io sono scappato dallo ied che mi ha tirato un bel bidone… gli insegnanti difendono il loro orticello… io stavo ad un corso dove adirittura dopo aver pagato una settimana prima lo hanno cambiato… tirandomi un bidone di un anno… grazie ied per i miei migliaia di euro fregati.

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