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	<title>Comments on: Manifesta 7 parte I: Scenarios e Fortezza</title>
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	<link>http://www.soundesign.info/recensioni/manifesta-7-parte-i-scenarios-e-fortezza</link>
	<description>A blog dedicated to the world of Sound and Audio Design</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 10:20:55 +0000</lastBuildDate>
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		<title>By: Sara Lenzi</title>
		<link>http://www.soundesign.info/recensioni/manifesta-7-parte-i-scenarios-e-fortezza/comment-page-1#comment-39388</link>
		<dc:creator>Sara Lenzi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 16:01:32 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Marco, in effetti non ho parlato del lavoro di Kahlen. Quando sono uscita dalla Fortezza canicola e confusione di pubblico erano tali che non mi sono fermata ad apprezzare l&#039;opera - che si trovava all&#039;esterno, nel cortile. 
Per quel che riguarda la sonorizzazione, quello che io e altri abbiamo criticato su quest pagine è stata proprio la scelta del materiale: il testo, si sa, la voce umana, sono portatori di una significato e di una emotività particolari. Ci riconosciamo in essi, riconosciamo il suono della nostra specie, sappiamo che quello che dicono ha un significato preciso anche se detto in un&#039;altra lingua. Cerchiamo la traduzione, vogliamo sapere cosa ci vogliono comunicare, quelle voci. 
E&#039; stato pretendere troppo, voler sonorizzare un luogo così &quot;grande&quot; fisicamente e psicologicamente, con voci piatte di racconti, come sottolineava Marco Busatto. Sarebbe stato di gran lunga più suggestivo lasciare alcune zone vuote, magari con un suono imprcettibile che si sarebbe alimentato del riverbero, della voce della fortezza. 
E poi magari altre sale di grande impatto, giocando sul pieno e sul vuoto, sui suoni interni ed esterni, dell&#039;ambiente che circonda la fortezza...insomma, tante cose, tante piccole e grandi relazioni. I testi raccontati potevano essere collocati ovunque, non hanno instaurato alcuna relazione con il luogo, proprio perché erano già testo, logos a sè bastante. I suoni sì, avrebbero potuto creare una relazione. Ma sonorizzare un luogo così ricco di emozioni significa portare avanti un lavoro serio e faticoso di ricerca e non, come ha detto benissimo Marco Busatto, &quot;buttar lì un effetto e battere le mani&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco, in effetti non ho parlato del lavoro di Kahlen. Quando sono uscita dalla Fortezza canicola e confusione di pubblico erano tali che non mi sono fermata ad apprezzare l&#8217;opera &#8211; che si trovava all&#8217;esterno, nel cortile.<br />
Per quel che riguarda la sonorizzazione, quello che io e altri abbiamo criticato su quest pagine è stata proprio la scelta del materiale: il testo, si sa, la voce umana, sono portatori di una significato e di una emotività particolari. Ci riconosciamo in essi, riconosciamo il suono della nostra specie, sappiamo che quello che dicono ha un significato preciso anche se detto in un&#8217;altra lingua. Cerchiamo la traduzione, vogliamo sapere cosa ci vogliono comunicare, quelle voci.<br />
E&#8217; stato pretendere troppo, voler sonorizzare un luogo così &#8220;grande&#8221; fisicamente e psicologicamente, con voci piatte di racconti, come sottolineava Marco Busatto. Sarebbe stato di gran lunga più suggestivo lasciare alcune zone vuote, magari con un suono imprcettibile che si sarebbe alimentato del riverbero, della voce della fortezza.<br />
E poi magari altre sale di grande impatto, giocando sul pieno e sul vuoto, sui suoni interni ed esterni, dell&#8217;ambiente che circonda la fortezza&#8230;insomma, tante cose, tante piccole e grandi relazioni. I testi raccontati potevano essere collocati ovunque, non hanno instaurato alcuna relazione con il luogo, proprio perché erano già testo, logos a sè bastante. I suoni sì, avrebbero potuto creare una relazione. Ma sonorizzare un luogo così ricco di emozioni significa portare avanti un lavoro serio e faticoso di ricerca e non, come ha detto benissimo Marco Busatto, &#8220;buttar lì un effetto e battere le mani&#8221;.</p>
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		<title>By: marco</title>
		<link>http://www.soundesign.info/recensioni/manifesta-7-parte-i-scenarios-e-fortezza/comment-page-1#comment-39349</link>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 18:57:08 +0000</pubDate>
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		<description>Non mi sembra di aver letto commenti a proposito del lavoro (SWARM) di Timo Kahlen, opera che giudico di notevole intensità e appropriatezza al luogo.
Riguardo la sonorizzazione di Fortezza, seppur non perfetta, penso che sia azzecata come scelta estetica.
Un luogo come Fortezza difficilmente permette ad intrusi artistici o letterari di farla da padroni, è dunque un segno di onestà intellettuale piegarsi alla forza, permettetemi il gioco di parole, di Fortezza.
Mettere l&#039;accento sulla caratteristica della struttura di essere fredda, di pietra e vuota vuol dire capire il luogo e per questo non invaderlo. Dunque la scelta curatoriale e la realizzazione a mio parere funzionano, poi se non tutti si soffermano ad ascoltare perchè non ci sono lucine colorate non mi sembra un problema.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi sembra di aver letto commenti a proposito del lavoro (SWARM) di Timo Kahlen, opera che giudico di notevole intensità e appropriatezza al luogo.<br />
Riguardo la sonorizzazione di Fortezza, seppur non perfetta, penso che sia azzecata come scelta estetica.<br />
Un luogo come Fortezza difficilmente permette ad intrusi artistici o letterari di farla da padroni, è dunque un segno di onestà intellettuale piegarsi alla forza, permettetemi il gioco di parole, di Fortezza.<br />
Mettere l&#8217;accento sulla caratteristica della struttura di essere fredda, di pietra e vuota vuol dire capire il luogo e per questo non invaderlo. Dunque la scelta curatoriale e la realizzazione a mio parere funzionano, poi se non tutti si soffermano ad ascoltare perchè non ci sono lucine colorate non mi sembra un problema.</p>
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		<title>By: Marco Busatto</title>
		<link>http://www.soundesign.info/recensioni/manifesta-7-parte-i-scenarios-e-fortezza/comment-page-1#comment-35729</link>
		<dc:creator>Marco Busatto</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 21:35:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.soundesign.info/?p=909#comment-35729</guid>
		<description>E vero. Molti &quot;artisti&quot; usano i suoni come utilizzano il &quot;segno&quot;: non molto bene e, spesso, in modo maldestro. Buttano la un po&#039; d&#039;effetto e battono le mani. Cercheremo di migliorare, bisognerà migliorare. Nel frattempo ci si prepara per la Biennale Musica di Venezia. Nella speranza che le nuove sonorità riescano a scalzare le vecchie. Per il momento sono insuperate: gran parte della musica elettronica di oggi è un unico lungo rumore di fondo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E vero. Molti &#8220;artisti&#8221; usano i suoni come utilizzano il &#8220;segno&#8221;: non molto bene e, spesso, in modo maldestro. Buttano la un po&#8217; d&#8217;effetto e battono le mani. Cercheremo di migliorare, bisognerà migliorare. Nel frattempo ci si prepara per la Biennale Musica di Venezia. Nella speranza che le nuove sonorità riescano a scalzare le vecchie. Per il momento sono insuperate: gran parte della musica elettronica di oggi è un unico lungo rumore di fondo.</p>
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		<title>By: Manifesta: Form and Function Follow Climate</title>
		<link>http://www.soundesign.info/recensioni/manifesta-7-parte-i-scenarios-e-fortezza/comment-page-1#comment-35295</link>
		<dc:creator>Manifesta: Form and Function Follow Climate</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 10:14:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.soundesign.info/?p=909#comment-35295</guid>
		<description>[...] actually the only show i didn&#8217;t visit (but if you read italian, i&#8217;ll recommend you the report that SounDesign wrote of the [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] actually the only show i didn&#8217;t visit (but if you read italian, i&#8217;ll recommend you the report that SounDesign wrote of the [...]</p>
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		<title>By: Sara Lenzi</title>
		<link>http://www.soundesign.info/recensioni/manifesta-7-parte-i-scenarios-e-fortezza/comment-page-1#comment-34766</link>
		<dc:creator>Sara Lenzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 21:01:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.soundesign.info/?p=909#comment-34766</guid>
		<description>Ci sono almeno due aspetti che sia voi che io abbiamo colto: il poco slancio e la poca attenzione nel puntare davvero sul suono, in uno spazio che lo consentiva in maniera quasi sconfinata; e la necessità compulsiva di non mollare il legame con il visivo: con i video muti come ricorda Giulia, andando a cadere (non volendo) su una sorta di &quot;teatro cieco&quot; come sottolinea Alfonso. Nel senso che, ancora una volta e sprecando ancora un&#039;occasione, non si è considerato davvero il suono come catalizzatore di un allestimento. E questo porta a sottovalutare alcuni aspetti che chi si occupa di installazioni e allestimenti sonori per spazi frequentati dal pubblico conosce bene: che il pubblico si ferma malvolentieri nello stesso luogo per più di pochi secondi, che la voce da sola non basta e si perde nello spazio vasto delle architetture (quindi un po&#039; di sound design è d&#039;obbligo), che anche la voce e il testo vanno contestualizzati sonoricamente perché l&#039;attenzione uditiva è mutevole. Che gli strumenti sono inseriti in un contesto e in quel contesto pianificati onde evitare spiacevoli difetti tecnici (vedi il megafono, vedi i diffusori a contatto). Sì, abbiamo apprezzato la proposta, soprattutto perché proveniente dal mondo dell&#039;arte visiva. E sì, si poteva fare molto di più e meglio...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono almeno due aspetti che sia voi che io abbiamo colto: il poco slancio e la poca attenzione nel puntare davvero sul suono, in uno spazio che lo consentiva in maniera quasi sconfinata; e la necessità compulsiva di non mollare il legame con il visivo: con i video muti come ricorda Giulia, andando a cadere (non volendo) su una sorta di &#8220;teatro cieco&#8221; come sottolinea Alfonso. Nel senso che, ancora una volta e sprecando ancora un&#8217;occasione, non si è considerato davvero il suono come catalizzatore di un allestimento. E questo porta a sottovalutare alcuni aspetti che chi si occupa di installazioni e allestimenti sonori per spazi frequentati dal pubblico conosce bene: che il pubblico si ferma malvolentieri nello stesso luogo per più di pochi secondi, che la voce da sola non basta e si perde nello spazio vasto delle architetture (quindi un po&#8217; di sound design è d&#8217;obbligo), che anche la voce e il testo vanno contestualizzati sonoricamente perché l&#8217;attenzione uditiva è mutevole. Che gli strumenti sono inseriti in un contesto e in quel contesto pianificati onde evitare spiacevoli difetti tecnici (vedi il megafono, vedi i diffusori a contatto). Sì, abbiamo apprezzato la proposta, soprattutto perché proveniente dal mondo dell&#8217;arte visiva. E sì, si poteva fare molto di più e meglio&#8230;</p>
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		<title>By: alfonso cometti</title>
		<link>http://www.soundesign.info/recensioni/manifesta-7-parte-i-scenarios-e-fortezza/comment-page-1#comment-34686</link>
		<dc:creator>alfonso cometti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 13:46:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.soundesign.info/?p=909#comment-34686</guid>
		<description>Essendo un sito di sound design giustamente apprezzate l&#039;idea stessa di un&#039;installazione esclusivamente audio, ma sul giudizio finale siete anche troppo buoni. Il sound design inesistente ha fatto in modo che le piatte voci degli autori che recitavano i lunghi brani risultassero una sorta di &quot;teatro cieco&quot;.  Era come vedere una commedia con un telo nero che copre la scena. Ho passato diverso tempo nella bellissima fortezza, ma non ho visto nessuno, ripeto nessuno, ascoltare veramente i brani (tra l&#039;altro molto discontinui, ho colto brani di un saggetto storico sulla costruzione della fortezza, alcuni dati sull&#039;immigrazione...). Piattezza e insignificanza sono i termini che più mi vengono in mente.  Un&#039;installazione sciatta anche dal punto di vista tecnico: il meccanismo a filo andato, i lettori mp3 scarichi, gli altoparlanti gracchianti. Il luogo meritava di meglio. Di molto meglio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Essendo un sito di sound design giustamente apprezzate l&#8217;idea stessa di un&#8217;installazione esclusivamente audio, ma sul giudizio finale siete anche troppo buoni. Il sound design inesistente ha fatto in modo che le piatte voci degli autori che recitavano i lunghi brani risultassero una sorta di &#8220;teatro cieco&#8221;.  Era come vedere una commedia con un telo nero che copre la scena. Ho passato diverso tempo nella bellissima fortezza, ma non ho visto nessuno, ripeto nessuno, ascoltare veramente i brani (tra l&#8217;altro molto discontinui, ho colto brani di un saggetto storico sulla costruzione della fortezza, alcuni dati sull&#8217;immigrazione&#8230;). Piattezza e insignificanza sono i termini che più mi vengono in mente.  Un&#8217;installazione sciatta anche dal punto di vista tecnico: il meccanismo a filo andato, i lettori mp3 scarichi, gli altoparlanti gracchianti. Il luogo meritava di meglio. Di molto meglio.</p>
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		<title>By: giulia</title>
		<link>http://www.soundesign.info/recensioni/manifesta-7-parte-i-scenarios-e-fortezza/comment-page-1#comment-34356</link>
		<dc:creator>giulia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 13:48:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.soundesign.info/?p=909#comment-34356</guid>
		<description>Sono stata a Fortezza qualche settimana fa, incuriosita dalla scelta curatoriale, di cui avevo capito ben poco se non dopo aver comprato il catalogo di Manifesta, e dal promettente fascino della location.
Ecco, pur non esperta di sound design, concordo prefettemente con le tue osservazioni e i tuoi dubbi. Un suono protagonista ma, per così dire, sommesso e poco coraggioso. 
Detto questo, credo che Fortezza rappresenti in ogni caso un&#039;interessante scelta curatoriale, che potrebbe aprire stimolanti prospettive future. Certo, si poteva fare molto di più. Il passaggio dal testo scritto al testo orale, idea ricca di potenzialità , poteva essere gestito in modo più fecondo. Stessa cosa per quanto riguarda la connessione tra immagine e suono. Ho trovato assai discutibile dedicare delle sale separate per una visione tra l&#039;altro molto tradizionale, frontale e immobile, dei video proposti, quasi fosse una giustapposizione rispetto al resto. 
Di fondo si potrebbe dire che è mancato un vero e proprio dialogo tra le arti, che sembravano aggirarsi come fantasmi solitari tra stanze e corridoi abbandonati. Ma anche l&#039;assenza e il vuoto possono essere carichi di senso e Fortezza, per questo, vale il viaggio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stata a Fortezza qualche settimana fa, incuriosita dalla scelta curatoriale, di cui avevo capito ben poco se non dopo aver comprato il catalogo di Manifesta, e dal promettente fascino della location.<br />
Ecco, pur non esperta di sound design, concordo prefettemente con le tue osservazioni e i tuoi dubbi. Un suono protagonista ma, per così dire, sommesso e poco coraggioso.<br />
Detto questo, credo che Fortezza rappresenti in ogni caso un&#8217;interessante scelta curatoriale, che potrebbe aprire stimolanti prospettive future. Certo, si poteva fare molto di più. Il passaggio dal testo scritto al testo orale, idea ricca di potenzialità , poteva essere gestito in modo più fecondo. Stessa cosa per quanto riguarda la connessione tra immagine e suono. Ho trovato assai discutibile dedicare delle sale separate per una visione tra l&#8217;altro molto tradizionale, frontale e immobile, dei video proposti, quasi fosse una giustapposizione rispetto al resto.<br />
Di fondo si potrebbe dire che è mancato un vero e proprio dialogo tra le arti, che sembravano aggirarsi come fantasmi solitari tra stanze e corridoi abbandonati. Ma anche l&#8217;assenza e il vuoto possono essere carichi di senso e Fortezza, per questo, vale il viaggio.</p>
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