Strumenti per il sound designer post-moderno: i fratelli di MAX/MSP

Un sound designer post-moderno valuta gli strumenti del mestiere

Un sound designer post-moderno valuta gli strumenti del mestiere

Da qualche giorno ho terminato un corso dedicato agli strumenti per ambienti installativi multimediali. Ovviamente ho dedicato una buona parte delle lezioni ai software che vengono utilizzati ogniqualvolta il suono e l’interattività sono i principali protagonisti.

Partendo dalla pagina di Wikipedia sulla comparazione di ambienti per la sintesi audio ho creato una lista di risorse di vario tipo su alcuni dei software menzionati, aggiungendo poi un paio di tools utilizzati principalmente per le performance artistiche.

La piccola lista di risorse che propongo ovviamente non contiene il nostro caro amico MAX/MSP, che rappresenta attualmente, nel bene e nel male, lo standard de facto per lo sviluppo di ambienti interattivi multimediali.

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Intervista con Fabio Selvafiorita

Fabio Selvafiorita è un personaggio vulcanico. Qualche tempo fa ci ha mandato la sua tesi di laurea, dal titolo: Genesi della forma nella composizione musicale assistita dal computer: modelli teorici e prospettive poietiche nell’ambiente di programmazione OpenMusic, un notevole lavoro di 700 pagine svolto presso il corso di laurea in Disciplina delle Arti, della Musica e dello Spettacolo della Facoltà  di Lettere e Filosofia dell’Università  di Bologna.

A questo punto la decisione è stata molto ovvia: intervistare Fabio con l’obiettivo di comprendere meglio il mondo della composizione musicale in ambito informatico e, in particolare, scoprire le potenzialità  di un software come OpenMusic.

Fabio Selvafiorita

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