Nuovo appuntamento per Portobeseno – viaggio tra fonti storiche e sorgenti web presso il castello di Beseno, in Trentino. Il 12 settembre a partire dalle 18.30 sarà di scena Stefano Zorzanello, con il progetto Sonus Loci che a partire dai suoni e dalle voci del territorio della Vallagaria ricostruità una esperienza “nel” suono e nella sua realtà acustica. L’installazione multifonica utilizzerà un sistema di diffusione dislocato, che affiancherà ai diffusori tradizionali dei mini diffusori galleggianti nell’aria…
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I luoghi più silenziosi del mondo
La camera anecoica rappresenta il sogno proibito di ogni professionista del suono. Una camera dove è possibile eliminare le riflessioni sonore prodotte dai soffitti, i pavimenti e i muri, così da permettere la misurazione della risposta in frequenza degli altoparlanti e il testing di sorgenti sonore virtuali.

Vista (anzi ascoltata) sotto un’altra prospettiva, una camera anecoica è l’unico luogo al mondo in cui una persona umana possa percepire il silenzio assoluto. O almeno quello che si avvicina maggiormente al concetto di silenzio assoluto.
Sonic Arts Research Centre, II: il Sonic Lab
Il suono della Normandia 1: la cattedrale di Rouen e Monet
Sono appena tornato da uno stupendo viaggio in Normandia in cui ho avuto occasione di drizzare le orecchie più volte per vari motivi legati al design del suono.
Una volta arrivato nella città di Rouen ho potuto assistere allo spettacolo di luci e suoni La Cathèdrale, de Monet aux pixels, in cui ogni sera alcune delle più famose opere di Monet sono proiettate sulla facciata della cattedrale di Notre-Dame di Rouen, con immancabile accompagnamento sonoro.

Dal nostro punto di vista siamo di fronte a un’installazione sonora vera e propria, unica e maestosa. Pensate a quanti artisti vorrebbero poter utilizzare una superficie di proiezione di questo tipo. L’effetto visivo è veramente suggestivo. Un pò meno quello uditivo.
Innanzitutto perchè il suono proviene da due semplici (nella potenza e nella resa sonora) altoparlanti disposti alle finestre di un palazzo che si trova alle spalle del pubblico. Questa configurazione crea non pochi problemi per l’ascoltatore, che riceve il suono da dietro, e vede le immagini di fronte, con conseguenti problemi a livello percettivo.
Un’ulteriore critica riguarda poi la qualità dell’accompagnamento sonoro, che purtroppo ricalca i soliti schemi della musica elettronica utilizzata per le installazioni destinate generalmente al grande pubblico. Non dico altro, ma invito a vedere il video che ho ripreso con il telefonino (molto, troppo lo-fi).
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HoloEdit & HoloSpat, spazio e design sonoro
HoloEdit e HoloSpat sono due software gemelli, indipendenti ma complementari, che permettono “la gestione delle masse spaziali” in modo semplice ed intuitivo, l’uno programmato in Java, l’altro come applicazione di Max/MSP.
Sarebbe a dire che consentono di programmare e in parte di gestire dal vivo lo spazio della “proiezione sonora” multicanale in relazione al luogo (forma e grandezza), al numero, tipo, disposizione degli altoparlanti, al “tempo di percorrenza” di questo spazio attraverso la gestione dei ritardi, dei riverberi, della convoluzione- tutti criteri fondamentali per una diffusione che sia anche “design” sonoro di un luogo, creata per quel luogo, quel pubblico, quel suono.
Il tutto in maniera intuitiva e, tutto sommato, immediata:
HoloEdit

consente di disegnare delle traiettorie (fino a sedici simultaneamente, e con la possibilità di sceglierle tra un ampio numero di curve già disponibili, più o meno complesse, oppure di disegnarle a proprio gradimento), mentre
HoloSpat

si occupa della riproduzione sonora delle traiettorie e consente di settare altri parametri come la grandezza della sala (in metri), la distanza degli spettatori dai diffusori (da cui, per esempio, la quantità di riverbero necessario a simulare la traiettoria stabilita), e presenta una interfaccia munito di sliders di controllo volume (molto utili, nel caso i suoni da diffondere sulle traiettorie dovessero essere gestiti dal vivo e non semplicemente mandati in loop), fino ad un massimo di 16 canali in ingresso e 16 in uscita.
Le due applicazioni si parlano tramite MIDIshare. HoloEdit può in effetti “counicare” ed essere quindi reso acusticamente da qualsiasi applicazione in grado di leggere i controlli MIDI associati alle singole traiettorie. HoloEdit & HoloSpat sono una creazione del centro GMEM (Groupe de musique experimentale de Marseille) di Marsiglia, (anzi di Laurent Pottier), nascono per Mac OS 9 (e X) ma ne esiste anche una versione per Windows (che non dà problemi, parola della sottoscritta- almeno per una diffusione fino ad otto canali…).
Maggiori informazioni all’indirizzo del centro GMEM
http://www.gmem.org
e
http://www.gmem.org/holo-online/index.htm

