La Sony lancia in questi giorni la nuova campagna di advertising con un progetto insolito ma per noi sicuramente molto interessante: Soundville, un film dedicato al tema dell’esperienza sonora. Ideato dall’agency Fallon London, il video è diretto dal regista Juan Cabral (lo stesso che ha creato Balls per Sony Bravia) e verrà distribuito principalmente in Internet e al cinema.
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Blowup intervista Alvin Lucier
Il mensile Blow Up rappresenta oramai da anni uno dei punti di riferimento per tutti coloro che si interessano in Italia di rock e altre contaminazioni (per citare il payoff stesso della rivista). Non nascondo la mia dedizione quasi assoluta al lavoro di Stefano Isidoro Bianchi e compagni, tant’è che nella mia libreria ho in bella mostra tutti i numeri della rivista, partendo ovviamente da quando era la fanzine più cult del paese. Ma andiamo al sodo: cosa c’èntra il rock, seppur contaminato, con il caro (vecchio?) sound design, di cui tanto si chiacchera su queste pagine? Facciamo un’analisi di quello che sta succedendo sulle pagine della rivista negli ultimi mesi.
Lo spazio delle recensioni si amplia con una nuova categoria di genere musicale, chiamata Altri suoni, che svela un interesse verso artisti del calibro di Anthony Pateras, U.S.O. project, Fennesz, Elio Martusciello, e così via; il nuovo sito web pubblica vecchi articoli dedicati ai grandi maestri della musica contemporanea (date un’occhiata a questa bella monografia di John Cage scritta da Peter Sarram); le rubriche gestite da Leandro Pisano e Valerio Mattioli guadagnano un peso editoriale sempre maggiore. In poche parole: Blow Up meets sounDesign (o sounDesign meets Blow Up, per chi lo preferisce).
Questa connection sonora diventa più che evidente con una lieta sorpresa presente nel numero di febbraio: Il suono in una stanza, ovvero l’intervista di Valerio Mattioli ad Alvin Lucier.
Ambienti sonori pubblici. Tre metodi per realizzare grandi performance audiovisive e vivere sereni a Londra, Parigi o Firenze

Un giorno viene questo tizio e mi chiede se posso occuparmi delle apparizioni musicali della sua band. Mi dice una serie di parole: teatro, auditorium, stadio, arena. Mi scongiura di confidargli il segreto per ottenere la migliore qualità del suono in una performance live.
Lì per lì mi verrebbe di parlargli di microfoni marziani e diffusori volanti. Molto probabilmente gli consiglierei di comprarsi una bella camera anecoica prefabbricata…
Alla fine invece gli propongo di portare i membri della sua band in un ambiente pubblico e costringerli a suonare come se avessero il cuore in mano. Il luogo, se scelto in modo opportuno, farà il resto. Il Suono è fatto così…
Non ci credete? Prendiamo tre città : Londra, Parigi e Firenze. Peschiamo a caso qualche bella performance…
I luoghi più silenziosi del mondo
La camera anecoica rappresenta il sogno proibito di ogni professionista del suono. Una camera dove è possibile eliminare le riflessioni sonore prodotte dai soffitti, i pavimenti e i muri, così da permettere la misurazione della risposta in frequenza degli altoparlanti e il testing di sorgenti sonore virtuali.

Vista (anzi ascoltata) sotto un’altra prospettiva, una camera anecoica è l’unico luogo al mondo in cui una persona umana possa percepire il silenzio assoluto. O almeno quello che si avvicina maggiormente al concetto di silenzio assoluto.
Speciale Futuro Presente I – incontri

Vi avevamo promesso uno speciale da Futuro Presente, ed eccoci qui. Uno speciale limitato – ci siamo potuti godere solo l’ultimo giorno – ma attraverso il quale vorrei lanciare alcuni spunti di riflessione.
Cominciamo dagli incontri, davvero significativi.
