Il 22 e il 23 agosto sarà possibile visitare l’installazione sonora curata da Tiziano Popoli nei labirintici sotterranei del forte asburgico di Fortezza, che i nostri lettori conosco già come uno dei luoghi di sperimentazione sonora di Manifesta. Questa volta il lavoro promette una attenzione radicale al suono, dal momento che l’installazione è costruita proprio sulle caratteristiche acustiche dei bunker, e ne amplifica gli aspetti di risonanza utilizzando strumenti tradizionali, risonatori naturali, suoni elettronici. Maggiorni info anche per la prenotazione (obbligatoria) sul sito dell’evento. Vi consiglio anche la visione del video di presentazione nel quale Tiziano Popoli spiega come nasce l’installazione.
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Klang! Suoni contemporanei
La città di Viareggio ospiterà dal 7 al 9 Agosto 2009 KLANG! Suoni contemporanei, una rassegna dedicata alle diverse forme di ricerca audiovisuale.
Organizzata da Vittore Baroni e dall’associazione BAU (col patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Viareggio), la manifestazione presenta un programma basato su temi come sound art, sound design, poesia sonora, ricerca elettronica, e vede la presenza di più di cento artisti internazionali.
Al termine della manifestazione un originale catalogo ideato da Gumdesign sarà prodotto e distribuito da BAU.
Inaugurazione: Venerdì 7 Agosto, ore 18.00. Orario: 18.00 – 23.00 – ingresso libero. Villa Paolina Bonaparte, Via Machiavelli 2. Informazioni: 0584 944546 – 0584 963918, www.bauprogetto.it, info@bauprogetto.it.
Arrigo Castelli e il magnetofono, in memoriam

Tempo di saluti, questo dicembre 2007. Si chiude un’epoca, e tante altre ne verranno.
Il 2 dicembre scorso si è spento a Lugano l’italiano Arrigo Castelli. Fu lui nel 1947 a inventare e brevettare qualcosa che i nostri lettori ben conoscono…il magnetofono.
Il suono della Normandia 3: le Mèmorial De Caen
L’ultimo appuntamento con il territorio sonoro normanno è stato l’incredibile museo Le Mèmorial nella città industriale di Caen.
Partendo dalla sbarco in Normandia nel giugno 1944, il museo ripercorre la storia dell’umanità fino a oggi, celebrando la pace e l’integrazione culturale tra i popoli.
Uno dei momenti più interessanti di questo viaggio nella Storia è stata la proiezione del film sul D-Day, un cortometraggio che racconta, tramite immagini e suoni, i momenti più intensi dello sbarco.
Lo schermo, diviso in due parti, visualizza sequenze video estratte da documenti storici rieditati e riadattati nella parte audio. Un capolavoro.
L’idea di base è stata quella di ricreare il suono non per tutti gli elementi del filmato (i soldati che parlano, le onde del mare, gli aerei che volano, etc.), ma solamente per alcuni oggetti, che hanno un ruolo centrale nella la narrazione della storia. Un impianto di diffusione serio ha fatto il resto. Assolutamente da audio-ascoltare con estrema attenzione. Per ovvi motivi non ho potuto registrare alcun estratto del film.
Un altro momento interessante è stata la visita a Les musiques de la Libertè, mini-mostra dedicata al ruolo fondamentale che ha avuto la musica durante la seconda guerra mondiale.

Com’è ovvio dedurre in questa parte del museo c’è stata una particolare cura verso il suono.
Si va dall’utilizzo di zone sonorizzate tramite gli onnipresenti diffusori SoundTube, anche se purtroppo, come è possibile constatare dalla foto in basso, i visitatori difficilmente riescono a capire come posizionarsi rispetto al diffusore. Ma questo è un problema di cui parleremo in futuro.

Un’altra parte del mostra è dedicata alla celebrazione di alcuni strumenti musicali esportati dalle truppe U.S.A. e alle conseguenze che hanno avuto sulla cultura musicale francese.

Alcuni momenti intensi: la presenza di punti di ascolto in cuffia di brani storici del periodo attraggono anziani e bambini.

Infine un saluto originale: uno spartito in cui è possibile lasciare la propria traccia sonora…

L’amore, Max/MSP e Leafcutter John

Ci sono alcuni artisti che, in determinati periodi storici sonori, mettono d’accordo tutti, dai giornalisti ai musicisti, dai compositori ai semplici (per modo di dire) ascoltatori.
Leafcutter John è uno di questi. Salito alla ribalta con il suo nuovo disco The Forest and The Sea (Staubgold Records), in realtà il candido ragazzone della provincia inglese è un personaggio poliedrico, dedito alla costruzione di oggetti tout court. Dalle chitarre fino alle…..patch di MAX/MSP.
La Cycling ’74 ovviamente non si fa scappare quest’occasione e gli dedica un’intervista, in cui si parla della sua passione ossessiva per la programmazione, che lo ha più volte messo di fronte a una drammatica (siamo sicuri?) scelta: la fidanzata o MAX/MSP?
Indipendentemente dalle battute sulla gestione dell’amore per un nerd conclamato, l’intervista a Leafcutter John mette in luce una caratteristica importante per il sound design moderno, ovvero la capacità di utilizzare software complessi, creati per situazioni ben diverse, per una composizione musicale più vicina al pop sperimentale, piuttosto che alla contemporanea o all’elettronica.
Provate ad ascoltare qualche brano di John e cercate di identificare i momenti in cui entra in gioco l’utilizzo di MAX/MSP.
Il resto dell’intervista svela altre informazioni sul personaggio, come l’ossessione per il tema della foresta (sul quale ha creato la famosissima patch chiamata Forester), le caratteristiche dell’installazione Soundtrap II, il set-up da concerto, la sua attività come docente di MAX/MSP.
Insomma, andiamo al dunque….organizzatori di eventi, a voi la richiesta….riusciamo a farlo venire in Italia o no? Il contatto diretto è qui…vive a Londra, non deve fare molta strada…