Il Paesaggio sonoro secondo Ornella Pesenti

L'orecchio della società  moderna

foto tratta da L'orecchio della società moderna di Ornella Pesenti

Qualche giorno fa si è conclusa la prima sessione di lauree per il corso di sound design dello IED. Ho avuto l’occasione di essere presente, ed ho potuto apprezzare la qualità  dei lavori – dall’idea, alla realizzazione, alla presentazione – e la serietà  e la preparazione dei ragazzi.

Inizia oggi uno speciale su alcuni dei progetti più innovativi e interessanti, di cui sentiremo sicuramente ancora parlare…

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I luoghi più silenziosi del mondo

La camera anecoica rappresenta il sogno proibito di ogni professionista del suono. Una camera dove è possibile eliminare le riflessioni sonore prodotte dai soffitti, i pavimenti e i muri, così da permettere la misurazione della risposta in frequenza degli altoparlanti e il testing di sorgenti sonore virtuali.

uan camera anecoica presso la Stanford University

Vista (anzi ascoltata) sotto un’altra prospettiva, una camera anecoica è l’unico luogo al mondo in cui una persona umana possa percepire il silenzio assoluto. O almeno quello che si avvicina maggiormente al concetto di silenzio assoluto.

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I segreti dell’audiofotografia

In attesa dello speciale sulla conferenza CHI 2008, appena terminata a Firenze, vorrei segnalare un lavoro di alcuni anni fa di David Frolich e Ella Tallyn, che ha per la prima volta trattato il tema dell’audiofotografia, ovvero di quella pratica di combinare e catturare insieme i suoni e le immagini fotografiche.

Risultati dell'esperimento sull'audiofotografia

Audiophtography: Practice and prospects descrive i risultati di un’interessante sperimentazione effettuata su quattro famiglie inglesi nel lontano 1999.

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The Big Ear

Terra dal satellite

Oggi parliamo di un progetto particolare…un progetto sul suono ma senza suono, un progetto insieme acustico ed estetico, sull’ascolto e sull’immaginazione sonora – se così possiamo chiamarla – sui diversi tipi di orecchio: quello interno, quello esterno, quello interiore (che ricorda e che trasforma il ricordo) e perchè no quello esteriore, che preferisce un suono ad un altro…

The Big Ear: questo è il nome del progetto, ideato da Francesco Michi con la collaborazione di Stefano Maurri e di Massimo Liverani. Come descriverlo in breve? Immaginate un grande orecchio universale, che possa avere accesso a tutti i suoni prodotti simultaneamente in ogni punto del pianeta, e non solo a questi ma anche ai suoni della memoria, ai suoni modificati dal tempo e dalle associazioni di ognuno di suoni, ai suoni virtuali, ai suoni reali, sintetici, naturali, campionati…

Quale sarebbe il paesaggio sonoro di questo grande orecchio? Che aspetto (uditivo, naturalmente…avete notato come le parole siano manchevoli nel descrivere il processo del sentire?) avrebbe? Come sarebbe la sua giornata sonora?

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Gita primaverile con paesaggi sonori

fkl.jpg

Non ce ne vogliano i ragazzi del Forum sul paesaggio sonoro per questo titoletto che non gli rende merito, è che le montagne della Svizzera che vi danno il benvenuto sul loro sito ci fanno davvero pensare all’aria frizzante delle Alpi in primavera, agli odori, ai suoni della montagna…

Insomma, quello che vi vogliamo segnalare è il prossimo convegno che l’FKL terrà  a Basilea per il 21 e 22 aprile dal titolo “Soundscapes-Landscapes“, durante il quale sarà  possibile non solo ascoltare recenti lavori sul paesaggio sonoro, installazioni, conferenze, ma anche immergersi nel suono con il soundwalk in programma per sabato pomeriggio ed assistere al concerto di paesaggi sonori il sabato sera.

Un’occasione da non perdere per gli amanti del sound design “naturale”, e per riflettere un po’ sull’inquinamento acustico a cui le nostre orecchie sono sottoposte nell’indifferenza di (quasi) tutti…

Piccole voci in campo aperto

E’ uscito per l’etichetta pugliese Small Voices Osci, del musicista Fabio Orsi.

Fabio Orsi

Il vinile è composto di due sole tracce, in cui a suoni strumentali di chitarra e atmosfere di sintesi si affiancano ( e questo a noi interessa…) registrazioni di paesaggi sonori pugliesi dei più disparati: dalla festa popolare con annessa musica folk, a grilli, uccelli, silenzi e spazi…catturarli attraverso un microfono è, chi scrive lo sa bene, un’emozione che già  sarebbe sufficiente…costringe al silenzio, e ad annullarsi mentre lo spazio intorno a te prende vita…

Certo, poi viene il design. O meglio, i suoni sono sempre nello spazio, e lo spazio (l’architettura insegna) disegna già  il suono, lo plasma e si plasmano a vicenda. Però. Una volta bloccato sul supporto (analogico e digitale che sia), al suono va restituito uno spazio, che è tutto da ricostruire…e lì, per noi, viene il bello.

Abbiamo sentito qualche estratto del lavoro di Orsi su MySpace (ah, MySpace…), ci piacerebbe saperne/sentirne di più, e magari vederlo dal vivo nella sua costruzione/ricostruzione di paesaggi sonori con infiltrazioni strumentali e laptop…non c’è che dire, stuzzica la fantasia!

Vi terremo informati.