I luoghi più silenziosi del mondo

La camera anecoica rappresenta il sogno proibito di ogni professionista del suono. Una camera dove è possibile eliminare le riflessioni sonore prodotte dai soffitti, i pavimenti e i muri, così da permettere la misurazione della risposta in frequenza degli altoparlanti e il testing di sorgenti sonore virtuali.

uan camera anecoica presso la Stanford University

Vista (anzi ascoltata) sotto un’altra prospettiva, una camera anecoica è l’unico luogo al mondo in cui una persona umana possa percepire il silenzio assoluto. O almeno quello che si avvicina maggiormente al concetto di silenzio assoluto.

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Spazio Suono: il Forum sul Paesaggio Sonoro a Roma

Forum Klanglandschaft

Incontro romano con la sezione italiana del Forum per il Paesaggio Sonoro (FKL) il prossimo 13 aprile.

Negli spazi del rialtosantambrogio è in programma una intera serata dedicata agli studi sul paesaggio sonoro nonchè alle creazioni artistiche ispirate o direttamente basate sul concetto schaferiano di soundscape.

Spazio Suono

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Albert Mayr: Suono e Ambiente

Copertina

Qualcuno di voi si ricorderà del nostro primo incontro con Albert Mayr, il cui primo, udibile effetto fu un’intensa intervista sui temi del paesaggio sonoro, dell’inquinamento acustico, del design del tempo quotidiano…

Preparandomi per quella occasione, mi capitò sott’occhio la segnalazione di un’opera su CD che avrebbe stuzzicato la curiosità di qualunque amante e amatore di suoni, e di documenti sonori in particolare…appartenendo ahimè a quella categoria, mi sono procurata l’audiodocumentario in questione, e ve lo segnalo sicura che interesserà a molti dei nostri lettori.

Si tratta del CD Suono e Ambiente, prodotto nel 2001 dallo stesso Albert Mayr e da Giovanni Antognozzi per Ants - a new timeless sound dell’etichetta Silenzio Distribuzione.

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Tasse e inquinamento acustico

Un piccolo post per tirarci su di morale in questi tempi difficili…

Non credo molti di voi sapranno (almeno, io non avevo idea) che esise in Italia

un tributo dal nome un po’ assurdo, quasi sconosciuto ai più

(dal Corriere della Sera del 24 ottobre, di Mario Sensini).

Il nome del tributo misterioso è, per l’appunto, tassa sul rumore.

L’imposta sulle emissioni sonore, come si chiama dal 2005, è un tributo imposto alle compagnie aeree che fino al 31 dicembre 2000 queste ultime dovevano corrispondere allo Stato italiano in base al tonnellaggio degli aeroplani in transito negli aeroporti italiani. Le cifre oscillavano da 120 a 480 lire a tonnellata per ogni decollo e atterraggio dalgi scali del nostro paese.

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