Flowing sound design for a novel Christmas tree in Central America

Inside the tree

What is: In 26 towns of Central America a 150 feet tall steel Christmas tree with sounds and lights is installed in order to play a daily 11 minutes multisensory show for people all around.

Amazing idea: 6 Spectr Audio SPX1538 (2-way/15-inch) loudspeakers are attached to the tree’s structure at a height of 20 feet, in order to create a 360-degree soundscape with a power of 95 dB for people staying at a distance of 75 feet.

Full story: ProSound Web

sounDesign sketches sounds at the IV Italian Information Architecture Summit

Andrew Hinton on the stage of IV IA Summit, Pisa, Italy. Photo by Andrea Resmini.

The IA Summit is one of the most important italian events dedicated to the themes of Information Architecture, User Experience and Information Design. The 4th edition of the summit took place in Pisa on 7-8th May 2010 and was organized by Dario Betti, Andrea Resmini, Alberto Mucignat and Luca Rosati. Among the speakers of this year we can remember professionals and researchers from many fields of the IA, like: Andrew Hinton, Jason Hobbs and Federico Fasce.

I and Sara were invited to present Sketching in Audio Design, a paper describing some techniques and methodologies of sound & audio design we are experimenting with Lorelei in a project for the english studio Architects of Air. It was very interesting, because we compared our sound-oriented approach with the traditional way of thinking of user experience designers and information architects, more used to deal with textual information than audio samples. We had a lot of fun and we also won the prize for the best presentation of the summit. We want to thank all the people who appreciated and voted this work. Below there are the slides of our presentation, the video is coming, so stay tuned on this post.

Sonic Acts XIII Amsterdam

The Poetics of Space è il titolo del tema dell’edizione 2010 di Sonic Acsts XIII, festival dedicato alle esplorazioni dello spazio nell’arte, scienza, musica e tecnologia, che si terrà as Amsterdam dal 25 al 28 febbraio.

Il programma è veramente interessante. Saranno presenti personaggi come Brandon Labelle, Derrick de Kerckhove, Barry Truax, Michael J. Morgan.

Il costo dei biglietti non è eccessivo e Amsterdam non è così lontana…


EMPAC - Artist in Residence Programs

Empac è il nuovo nato tra i centri di ricerca su Media e arti elettronica nella zona di New York. Legato al Rensselaer Polytechnic Institute, ha sede in un vasto edificio che comprende teatri, studi, aree comuni per performance e incontri, e ospita un dei più dotati “supercomputer” del mondo, creato in collaborazione con IBM e dedicato a progetti di realtà virtuale, spazializzazione, sintesi a modelli fisici e multi-modal modelling su larga scale. Durante tutto il corso dell’anno accetta domande per artist in residence e research in residence programs.

Corso di Musica elettronica al Conservatorio di Bologna

Sono prorogate al 25 luglio le iscrizioni per il Triennio di Musica Elettronica del Conservatorio di Bologna che vede come docenti principali Lelio Camilleri e Francesco Giomi. Il programma di ammissione è disponibile sul sito del Conservatorio.

Dialoghi@Portobeseno

Venerdì 26 dalle 20,30 nella splendida cornice del Castel Beseno in provincia di Trento si terrà il primo appuntamento della serie di eventi di Portobeseno. Il progetto, sottotitolato “Viaggio tra fonti storiche e sorgenti web” comprende anche un archivio multimediale, installazioni sonore, progetti di educazione all’ascolto. Il primo incontro vedrà una performance - installazione di Sara Lenzi, una installazione multimediale dei bolognesi Mylicon/EN e una installazione sonora di Sara Maino.

Manifesta 7 parte II: Principle Hope e Rovereto

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Torniamo a parlare di Manifesta, e stavolta di Principle Hope, la sezione roveretana curata da Adam Budak. Sede principale, il grande recupero industriale della Manifattura Tabacchi.

Lo abbiamo già detto, si sa, Manifesta è la biennale europea dedicata all’arte contemporanea, ma anche in questo caso il suono - in alcuni allestimenti - non mancava. E quindi noi c’eravamo…

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I luoghi più silenziosi del mondo

La camera anecoica rappresenta il sogno proibito di ogni professionista del suono. Una camera dove è possibile eliminare le riflessioni sonore prodotte dai soffitti, i pavimenti e i muri, così da permettere la misurazione della risposta in frequenza degli altoparlanti e il testing di sorgenti sonore virtuali.

uan camera anecoica presso la Stanford University

Vista (anzi ascoltata) sotto un’altra prospettiva, una camera anecoica è l’unico luogo al mondo in cui una persona umana possa percepire il silenzio assoluto. O almeno quello che si avvicina maggiormente al concetto di silenzio assoluto.

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Progetto Zebra. Masque presenta Iannis Xenakis

Masque Teatro

Come promesso, ecco un altro appuntamento da non perdere per il week end.

La compagnia di teatro (ma dire teatro è riduttivo) Masque cura lo spettacolo (ma ancora, spettacolo è davvero riduttivo!) Zebra. All’interno della rassegna di maggio del Teatro Diego Fabbri di Forlì, tre appuntamenti che varcano la soglia tra teatro, suono, linguaggio e attraverso testimonianze - reperti - e performance si collocano “al di là della mera interdisciplinarietà “.

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5th Sound & Music Computing Conference

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L’application form non è ancora on line, ma vi consiglio di tenere sott’occhio la call for participation della 5th Sound & Music Computing Conference che si svolgerà a Berlino presso l’Università Tecnica dal 31 luglio al 3 agosto 2008.

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Workshop di Live Surround Mixing al Master in Multimedia Content Design

Tra il 10 e il 12 settembre l’aula magna della sede del Master in Multimedia Content Design (presso la sede regionale RAI, L.go De Gasperi 1, Firenze) ospiterà il Workshop di Live Surround Mixing, organizzato dall’agenzia Switch, in collaborazione con il Master in Multimedia Content Design e il Media Integration and Communication Center (Università di Firenze).

Switch-Micc-MasterInMultimediaContentDesign

Il programma del workshop prevede una parte teorica, in cui saranno trattati i diversi approcci possibili alla spazializzazione sonora dal punto di vista storico e tecnico, e una parte pratica, in cui i partecipanti saranno introdotti al missaggio live in 6.1.

Al termine del workshop saranno selezionati alcuni progetti di liveset elettronici, elettroacustici o audio/video.

I lavori saranno presieduti da Simone Conforti, docente di musica e nuove tecnologie presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze.

Per partecipare è necessario inviare richiesta a: [email protected].

Ustica, il Museo della Memoria di Bologna e Christian Boltanski

Oggi è il 2 agosto, 27° anniversario della strage alla stazione di Bologna.

E oggi, in ricordo di queste e di tutte le vittime dei terrorismi e dei terrori, voglio parlarvi di un piccolo miracolo che l’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica ha realizzato a Bologna, città da cui partì lo sfortunato volo Itavia, di cui tutti sappiamo, ma non quanto vorremmo.

Ora, ricorre quest’anno anche il 27° anniversario della strage di Ustica, e il 27 di giugno è stato inaugurato a Bologna, nella cornice dei vecchi depositi dei tasporti pubblici bolognese - posto fantastico, edifici inizio secolo e cinema all’aperto - il Museo della Memoria.

Vi racconto brevemente di come Ilaria ed io abbiamo scoperto e visitato questo luogo della memoria, e di come vogliamo consigliare a tutti di andarci, almeno una volta…

L’ingresso è gratuito, e non ce l’aspettavamo, per cui Ilaria ed io ci affacciamo ci affacciamo un po’ intimorite…dalla nostra postazione si può vedere: un pc con una sessione di montaggio a molte ma molte tracce, che va in loop dopo apparentemente un paio di minuti, un sistema automatizzato di gestione di canali audio - e un po’ ci sentiamo a casa, e la cosa ci incurioscisce un bel po’. I canali sono ben 96, ci chiediamo cosa ci aspetta all’interno…

Da qui si vede una luce fioca, o meglio, sembrano molte luci - lampadine- intermittenti, ritmiche, pulsano - respirano. Poi si sentono delle voci, dei bisbigli, sembrano parlarci da un tempo lontano…e si intravede, nella penombra, lei.

La carcassa del DC-9. Un mostro marino, sembra. Una balena arenata…

Ci viene incontro la senatrice Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei parenti. L’ammiro moltissimo, ma non ho il coraggio di dire niente…ci prega - giustamente - di non fotografare. Già , perchè quella che stiamo per vedere è una vera e propria opera d’arte, creata dall’artista francese Christian Boltanski per il Museo, un’installazione permanente, monumento alla memoria…

Entriamo. L’aereo, immenso, occupa quasi tutta la bella costruzione da seconda rivoluzione industriale che è il vecchio deposito ATC. L’installazione di Boltanski lo avvolge come un guanto: l’idea è quella di trasmettere ai chi ascolta i pensieri - gli ultimi pensieri- dei passeggeri del volo Itavia.

Non vi preoccupate: non ci sono drammi, qui. Il dramma è consegnato al silenzio…i pensieri che si ascoltano sono quelli normali di chi sta andando in vacanza, o sta rientrando a casa, o ancora pensa già all’autunno, al lavoro, al rientro in città …Tutt’attorno, pendono dal soffitto 81 lampadine. Sono le vittime della tragedia, la cui luce pulsa, e ci chiede di non dimenticare.

So che volete dettagli tecnici, perchè qui, mi ricorderete, si parla di sound design…e va bene:lungo il perimetro dal grande loft sono disposti per l’appunto 96 pannelli neri. Sono i 96 oblò del DC-9 e per quel che ci riguarda, nascondo i 96 canali che costituiscono l’impianto dell’installazione audio. Ogni canale è controllato dalla consolle che avevamo notato all’ingresso, e trasmette i file audio (le voci dei passeggeri) in loop.

Gli altroparlanti sono raggruppati in due gruppi da 46 (ogni gruppo fa capo ad una consolle per l’automazione della diffusione), le cui traiettorie sono apparentemente controllate a gruppi di 5 - questo lo evinciamo dalla sessione di montaggio, in cui si può facilmente notare che su ogni traccia è stao caricato un suono soltanto, sfasato temporalmente rispostto al suono che lo precede e a quello che lo segue. Questo sfasamento temporale si ripete ogni 5 tracce, e dopo l’ultima di ongi 5 la sessione va in loop, e riparte da capo.

In questo modo, Boltanski riesce ad ottenere il senso di un’alternanza (apparentemente) sempre diversa mentre si tratta soltanto di 5 file, sempre in loop, spalmati su 96 canali (almeno, questa è la interpretazione…attendo smentite da chi di voi visiterà il museo).

Tenendo conto anche della grandezza degli spazi, l’effetto è assicurato: l’impatto sonoro è quello di una moltiplicazione delle voci, che però sono nello stesso tempo comprensibili (le singole frasi in successione permettono di seguirne il significato) al pubblico che si avvicina ai pannelli neri. Nell’immagine di Boltanski, sono i pensieri che riescono ad arrivare a noi dal velo d’oblio che si vorrebbe calasse si di loro…
In una piccola sala che si apre sul fondo dell’hangar vengono trasmessi a ciclo continuo i filmati della preparazione del Museo: dal trasporto e l’arrivo del relitto e Bologna, al lavoro di Boltanski, all’inaugurazione. Da non perdere anche questa parte, che spiega molto del lavoro immenso che c’è dietro a questo piccolo gioiello,e molto anche dell’approccio artistico di Boltanski.

Ci fermiamo qui, adesso tocca a voi andarci di persona, per non dimenticare

Sphere Speakers System: siamo in attesa…

Per ora sappiamo questo: che ad ottobre 2006 il Centro Design della JVC, tramite l’interessante portale della creatività aedo-to, lanciò un competition workshop per la creazione di un nuovo sistema ad altroparlanti sferici, per l’appunto lo Spheric Speakers System.

La casa giapponese sta investendo molto nei sistemi di diffusione sferici (di cui parleremo di nuovo, e presto) che secondo la JVC (ma non solo!) garantiscono:

Suono uniforme in ogni direzione, nessuna imperfezione nella diffusione acustica e un campo sonoro perfettamente naturale

Ora, la competition si è chiusa, sappiamo i nomi dei vicitori: Giancarlo Cutello per SYR al primo premio, Stefano Suarez per Black or White al secondo, Emanuele Andrea Patton con Michele Menescardi per Copenmilan per Quasar.

Cosa ci possiamo aspettare da loro? Siamo in attesa e molto curiosi…

Le associazioni di volontari del soccorso fanno installazioni sonore la domenica mattina?

Immaginate una tranquilla domenica di autunno…

Immaginate di essere fermi a un incrocio tra Empoli e Firenze…

Conoscete la Misericordia? Se non la conoscete sappiate che è una delle più antiche associazioni di volontariato del soccorso in Italia.

I fratelli della Misericordia

In questa tranquillla domenica di autunno si è celebrato uno degli anniversari di quest’associazione.

Immaginate allora di avere una cinquantina di autoambulanze che vi passano davanti. Un tripudio di sirene, che si muovono nello spazio, si avvicinano e si allontanano. Una melodia (quella melodia) ripetuta continuamente non da una singola sorgente, ma da più sorgenti di suono, in continuo movimento.

Ambulanza della Misricordia

Sono entrato in uno stato di ipnosi. Nemmeno il suono dell’aspirapolvere sarebbe riuscito a raggiungere tale intensità .

Paesaggio sonoro con ambulanze? Musica concreta da sirena? Spazializzazione stradale? I volontari della Misericordia sono dei bizzari sound designer?

Sfido chiunque ad avere vissuto un’esperienza di questo tipo. Mai le mie orecchie hanno percepito materiale sonoro di questo tipo.

Ovviamente non avevo nè telecamere, nè registratori, per cui non ho potuto documentare assolutamente niente. Quindi potete anche non credermi…

Non penso a ogni modo che la Misericordia ripeterà la sua perfetta installazione sonora se glielo chiedo.

Aspetterò il prossimo anniversario allo stesso incrocio stradale….

HoloEdit & HoloSpat, spazio e design sonoro

HoloEdit e HoloSpat sono due software gemelli, indipendenti ma complementari, che permettono “la gestione delle masse spaziali” in modo semplice ed intuitivo, l’uno programmato in Java, l’altro come applicazione di Max/MSP.

Sarebbe a dire che consentono di programmare e in parte di gestire dal vivo lo spazio della “proiezione sonora” multicanale in relazione al luogo (forma e grandezza), al numero, tipo, disposizione degli altoparlanti, al “tempo di percorrenza” di questo spazio attraverso la gestione dei ritardi, dei riverberi, della convoluzione- tutti criteri fondamentali per una diffusione che sia anche “design” sonoro di un luogo, creata per quel luogo, quel pubblico, quel suono.

Il tutto in maniera intuitiva e, tutto sommato, immediata:

HoloEdit

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consente di disegnare delle traiettorie (fino a sedici simultaneamente, e con la possibilità di sceglierle tra un ampio numero di curve già disponibili, più o meno complesse, oppure di disegnarle a proprio gradimento), mentre

HoloSpat

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si occupa della riproduzione sonora delle traiettorie e consente di settare altri parametri come la grandezza della sala (in metri), la distanza degli spettatori dai diffusori (da cui, per esempio, la quantità di riverbero necessario a simulare la traiettoria stabilita), e presenta una interfaccia munito di sliders di controllo volume (molto utili, nel caso i suoni da diffondere sulle traiettorie dovessero essere gestiti dal vivo e non semplicemente mandati in loop), fino ad un massimo di 16 canali in ingresso e 16 in uscita.

Le due applicazioni si parlano tramite MIDIshare. HoloEdit può in effetti “counicare” ed essere quindi reso acusticamente da qualsiasi applicazione in grado di leggere i controlli MIDI associati alle singole traiettorie. HoloEdit & HoloSpat sono una creazione del centro GMEM (Groupe de musique experimentale de Marseille) di Marsiglia, (anzi di Laurent Pottier), nascono per Mac OS 9 (e X) ma ne esiste anche una versione per Windows (che non dà problemi, parola della sottoscritta- almeno per una diffusione fino ad otto canali…).

Maggiori informazioni all’indirizzo del centro GMEM
http://www.gmem.org
e
http://www.gmem.org/holo-online/index.htm