Transmediale award 2010

Il festival per l’arte e la cultura digitale a Berlino Transmediale e Club Transmediale propongono una call per lavori innovativi, sperimentali e visionari, con l’obiettivo di analizzare la comprensione e la relazione tra i media immersivi e la società tecnologica.

Sono incoraggiate nuove forme di espressione digitale e interattiva. La deadline è 31 luglio 2009.

Blowup intervista Alvin Lucier

2010_05290013

Il mensile Blow Up rappresenta oramai da anni uno dei punti di riferimento per tutti coloro che si interessano in Italia di rock e altre contaminazioni (per citare il payoff stesso della rivista). Non nascondo la mia dedizione quasi assoluta al lavoro di Stefano Isidoro Bianchi e compagni, tant’è che nella mia libreria ho in bella mostra tutti i numeri della rivista, partendo ovviamente da quando era la fanzine più cult del paese. Ma andiamo al sodo: cosa c’èntra il rock, seppur contaminato, con il caro (vecchio?) sound design, di cui tanto si chiacchera su queste pagine? Facciamo un’analisi di quello che sta succedendo sulle pagine della rivista negli ultimi mesi.

Lo spazio delle recensioni si amplia con una nuova categoria di genere musicale, chiamata Altri suoni, che svela un interesse verso artisti del calibro di Anthony Pateras, U.S.O. project, Fennesz, Elio Martusciello, e così via; il nuovo sito web pubblica vecchi articoli dedicati ai grandi maestri della musica contemporanea (date un’occhiata a questa bella monografia di John Cage scritta da Peter Sarram); le rubriche gestite da Leandro Pisano e Valerio Mattioli guadagnano un peso editoriale sempre maggiore. In poche parole: Blow Up meets sounDesign (o sounDesign meets Blow Up, per chi lo preferisce).

Questa connection sonora diventa più che evidente con una lieta sorpresa presente nel numero di febbraio: Il suono in una stanza, ovvero l’intervista di Valerio Mattioli ad Alvin Lucier.

Continue reading

Speciale CHI 2008 - stimoli sonori e visioni interattive

logo del CHI 2008

Le promesse sono promesse. Come annunciato qualche giorno fa pubblichiamo un report della conferenza CHI 2008, svoltasi a Firenze dal 5 al 10 aprile.

Il nostro inviato speciale è stavolta Nicola Torpei, ricercatore del MICC di Firenze e coideatore dell’interessante progetto TANGerINE.

Nicola si occupa di alcuni temi a noi molto cari: se siete interessati all’intersezione tra la progettazione sonora e design dell’interazione questo è il post che fa per voi.

Computer Human Interaction 2008 a Firenze

La ventiseiesima edizione della più importante conferenza scientifica sull’interazione uomo-macchina ha sede (per la prima volta) a Firenze. Sono stati 5 giorni intensi, non solo per il numero incredibile di talk e poster session (poco meno di 600 paper/notes accettati - un nuovo record mondiale) ma soprattutto per il contatto con le persone provenienti da tutto il mondo. Sono occasioni come queste che permettono il reale confronto fra ricercatori, professionisti, studenti e grandi aziende del settore.

Personalmente la mia attenzione si è indirizzata verso i settori più vicini alla mia attività di ricerca: interaction design, natural/tangible interaction, sound design.

Continue reading

Soundtrack: paesaggi sonori e Google Maps

Gli amici del Forum per il Paesaggio sonoro (FKL) ci aggiornano su un’interessantissima applicazione delle Google Maps ideata da Gokce Kinayoglu, dottorando della facoltà di architettura dell’università di Berkley (California), nonchè membro del World Forum on Acoustic Ecology.

Il concetto alla base dell’esperimento è presto illustrato: soundTrack si propone come un tracciato sonoro, un sentiero che permetta, attraverso la rappresentazione sulla mappa, di seguire il paesaggio sonoro nel suo svolgimento passo passo. Questo non per ricadere nella predominanza dell’aspetto visivo, in quel legame con la vista che l’uomo contemporaneo sembra non poter abbandonare nemmeno per un instante.

Al contrario, sostiene Gokce, si tratta di una maniera di enfatizzare le possibilità del paesaggio sonoro mostrando al navigatore nella rete come l’orecchio possa gustare e immaginare a tutto tondo un percorso che sullo schermo gli appare banalmente come un tracciato bidimensionale.
Certo, si potrebbe obiettare che anche quello che noi ascoltiamo è, generalmente, una diffusione stereo dall’impianto di casa - se va bene- o dagli altopalranti del laptop…si potrebbe dire l’equivalente sonoro della rappresentazione bidimensionale di cui sopra.

Tuttavia, la presenza di un audio complesso, registrato proprio durante quel percorso, arrichisce in maniera evidente quello che alla vista appare come un rappresentazione, grafica o anche satellitare comunque in una certa misura astratta dal suo scorrere naturale, della vista di un luogo. Il suono catturato nel suo flusso vivo e quotidiano rende la rappresentazione satellitare la rappresentazione di un momento ben preciso della giornata, della settimana, dell’anno…fissa le voci, i suoni di quell’occasione, di quella scena…

Tecnicamente parlando, la creazione di una soundTrack avviente in questo modo: il soundscaper effettua la tradizionale registrazione audio dotato anche di un sistema GPS che tiene traccia della posizione e del percoroso. Dopodichè traccia audio e coordinate GPS vengono sincronizzate e rappresentate graficamente con l’utilizzo di Google Maps

Questo in poche, pochissime parole. Va aggiunto che il creatore di soundTrack incoraggia chiunque a dare il suo contributo e a caricare le proprie passeggiate sonore.

Al momento, su www.terrasound.org potete trovare quella realizzata da Clemens von Reusner durante il simposio sul paesaggio sonoro tenutosi a Basilea il 21 e 22 aprile scorsi, oppure vi potete beare di una passeggiata diurna nel centro di Istanbul…

Ascoltando un’estate senza pioggia…gita in macchina con i suoni di Matteo Uggeri

hue_bio.jpg

Quella volta che io e Luigi abbiamo avuto il piacere di lavorare/studiare/ascoltare da vicino i Matmos (Drew Daniel & Martin C. Schmidt - a chi non li conoscesse è vivamente consigliato di rimediare al più presto…), ci hanno svelato un piccolo segreto: il modo migliore per ascoltare la loro musica è, secondo le loro parole, in macchina. Per la precisione in una automobile elettrica, di quelle che quando sei in corsa fanno lo stesso rumore delle auto a benzina, e quando ti fermi al semaforo passano all’elettricità diventando silenziosissime…in questo modo, il paesaggio sonoro dell’auto, in cui chi sta all’interno è completamente immerso, dal quale si è avvolti, permette allo stesso tempo di concentrarsi sui suoni e di apprezzare le sonorità dell’insieme, di distrarsi guardando il paesaggio e poi di ritornare a fissarsi su un suono che improvvisamente è emerso e ci ha ricatturati…

Ecco, fedele al mandato dei miei amici/eroi, ho voluto dedicarmi all’ascolto di Un’estate senza pioggia, l’ultimo lavoro di Matteo Uggeri (Hue) pubblicato da Grey Sparkle) mentre scendevo l’Appennino da Brisighella a Bologna in quel del primo maggio.

matteo_hue.jpg

Che dire, Un’estate senza pioggia è un diario sonoro della torrida estate del 2003, quando Matteo se ne andò in giro per l’Italia a collezionare suoni…un lavoro di field recording, ma non solo. Durante le tappe, gli incontri con altri musicisti hanno prodotto un album in cui paesaggi sonori ricchi di memoria (si sentono frammenti di dialoghi, prove di cori, voci, suoni, quasi odori dei posti che Hue ha attraversato) si alternano a giri di chitarra, a melodie di fisarmonica, a suoni strumentali anch’essi carichi di malinconia…

hue.jpg

insomma, sembra che il field recording si sia in questo caso portato dietro frammenti di vita, colori, odori, tutti i sensi e non solo l’udito…Buon ascolto.