Il Futuro Presente a Rovereto

Mart Inaugurazione

Dal 5 al 10 maggio si prossimi si terrà a Rovereto in Trentino e per il terzo anno Futuro Presente. Le edizioni passato hanno avuto carattere monografico - da Cunningam a Philip Glass, a Bernardo Bertolucci. Quest’anno, per la nostra soddisfazione, la rassegna ha per tema Arte e Nuove Tecnologie.

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Il suono al CHI 2008 di Firenze

Dal 5 al 10 aprile a Firenze si terrà l’edizione 2008 del CHI, la conferenza dedicata al rapporto tra arte e scienza, design e ricerca.

I temi toccati quest’anno sono molti: Human-Computer Interaction, User-centered design, Gaming, Impatto sociale, Cultura e tecnologia.

Logo CHI 2008

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Appuntamenti di febbraio: Fosfeni, NUfest e Sonic Acts

Febbraio è un mese colmo di eventi interessanti, sia in Italia che fuori. I motivi sono tanti.

Network Sonoro Logo

Prima fra tutti la manifestazione toscana Network Sonoro, organizzata da Musicus Concentus, che presenta anche quest’anno Fosfeni, rassegna di musica elettronica con alcuni personaggi da tenere d’occhio (o orecchio, fate voi), come l’inglese Mira Calix e lo statunitense Dadeleus. Per chi vuole assistere alle ultime evoluzioni del suono elettronico contemporaneo.

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ICMC, 2008

Belfast

Puntualmente, anche quest’anno, si aprono i giochi dell’International Computer Music Conference.

L’edizione 2008 si terrà in quel di Belfast, Irlanda del Nord, dal 24 al 29 agosto presso la Queen’s University.

Interessantissimo il tema:

Roots/Routes

Ovvero: placement/displacement

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Call for Submissions 5th International Mobile Music Workshop 2008

Dal 13 al 15 maggio si svolgerà a Vienna la nuova edizione del Mobile Music Workshop, un evento dedicato alla musica applicata in contesti mobile.

L’anno appena passato ha visto notevoli cambiamenti nel campo della comunicazione mobile, dall’arrivo dell’iPhone di Apple, al lancio di Android da parte di Google, all’arrivo dei Widsets proposti da Nokia. A Vienna saranno affrontati quindi i temi dell’ubiquitous computing, della tecnologia audio portabile e delle nuove modalità di espressione musicale, grazie a una serie di presentazioni, articoli e performance che avranno luogo presso la University of Applied Arts della città .

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Albert Mayr: Suono e Ambiente

Copertina

Qualcuno di voi si ricorderà del nostro primo incontro con Albert Mayr, il cui primo, udibile effetto fu un’intensa intervista sui temi del paesaggio sonoro, dell’inquinamento acustico, del design del tempo quotidiano…

Preparandomi per quella occasione, mi capitò sott’occhio la segnalazione di un’opera su CD che avrebbe stuzzicato la curiosità di qualunque amante e amatore di suoni, e di documenti sonori in particolare…appartenendo ahimè a quella categoria, mi sono procurata l’audiodocumentario in questione, e ve lo segnalo sicura che interesserà a molti dei nostri lettori.

Si tratta del CD Suono e Ambiente, prodotto nel 2001 dallo stesso Albert Mayr e da Giovanni Antognozzi per Ants - a new timeless sound dell’etichetta Silenzio Distribuzione.

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XERROX: Alva Noto a Firenze

Mercoledì 21 novembre Firenze ha ospitato nella stupenda cornice di Villa Romana la performance XERROX dell’artista tedesco Carsten Nicolai, in arte Alva Noto.

Non sto qui a dirvi chi sia o cosa abbia fatto Nicolai in questi anni (i motori di ricerca servono per questo…), ma vorrei descrivere l’evento dal nostro punto di vista, quello della progettazione del suono.

Alva Noto a Firenze

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AV Festival edizione 2008: Broadcast

AV Festival 2008

Dal 2003 il NordEst dell’Inghilterra, una volta ogni due anni, si trasforma nel più grande palcoscenico britannico (il che è tutto dire) per le arti elettroniche. Nelle cittadine di Newcastle, Gateshead, Sunderland e Middlesbourgh va in scena il digitale nelle sue svariate declinazioni artistiche: dalla musica, al video, ai videgiochi, al design.

L’edizione 2008 dell’Audio Video Festival si terrà dal 28 febbraio all’8 marzo e sarà dedicata al tema del broadcasting,ovvero della trasmissione.

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Netmage 2008 call for partecipation

Netmage 2008

Il 16 ottobre scade il bando per partecipare alla sezione International Live-media di Netmage 2008.

Il festival, sempre curato da Xing, si terrà come al solito a Bologna nei giorni 24-26 gennaio.

La call è destinata a tutti coloro che si occupano della creazione e gestione live di elementi visivi e acustici. Ovviamente tutto è possibile: elettronica, elettroacustica, light design, dispositivi di interazione naturale.

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Il suono della Normandia 3: le Mèmorial De Caen

L’ultimo appuntamento con il territorio sonoro normanno è stato l’incredibile museo Le Mèmorial nella città industriale di Caen.

Partendo dalla sbarco in Normandia nel giugno 1944, il museo ripercorre la storia dell’umanità fino a oggi, celebrando la pace e l’integrazione culturale tra i popoli.

Uno dei momenti più interessanti di questo viaggio nella Storia è stata la proiezione del film sul D-Day, un cortometraggio che racconta, tramite immagini e suoni, i momenti più intensi dello sbarco.

Lo schermo, diviso in due parti, visualizza sequenze video estratte da documenti storici rieditati e riadattati nella parte audio. Un capolavoro.

L’idea di base è stata quella di ricreare il suono non per tutti gli elementi del filmato (i soldati che parlano, le onde del mare, gli aerei che volano, etc.), ma solamente per alcuni oggetti, che hanno un ruolo centrale nella la narrazione della storia. Un impianto di diffusione serio ha fatto il resto. Assolutamente da audio-ascoltare con estrema attenzione. Per ovvi motivi non ho potuto registrare alcun estratto del film.

Un altro momento interessante è stata la visita a Les musiques de la Libertè, mini-mostra dedicata al ruolo fondamentale che ha avuto la musica durante la seconda guerra mondiale.

Les-musiques-de-la-libertè01

Com’è ovvio dedurre in questa parte del museo c’è stata una particolare cura verso il suono.

Si va dall’utilizzo di zone sonorizzate tramite gli onnipresenti diffusori SoundTube, anche se purtroppo, come è possibile constatare dalla foto in basso, i visitatori difficilmente riescono a capire come posizionarsi rispetto al diffusore. Ma questo è un problema di cui parleremo in futuro.

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Un’altra parte del mostra è dedicata alla celebrazione di alcuni strumenti musicali esportati dalle truppe U.S.A. e alle conseguenze che hanno avuto sulla cultura musicale francese.

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Alcuni momenti intensi: la presenza di punti di ascolto in cuffia di brani storici del periodo attraggono anziani e bambini.

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Infine un saluto originale: uno spartito in cui è possibile lasciare la propria traccia sonora…

Les-musiques-de-la-libertè04

Il suono della Normandia 2: les maisons di Erik Satie a Honfleur

Un altro momento sonoro imperdibile in terra normanna è stata sicuramente Les Maisons Satie, ovvero la casa-museo di Erik Satie nella cittadina di Honfleur.

les maisons Erik Satie 1

Appena entrato nell’edificio due sonnecchianti operatori forniscono un dispositivo di riproduzione audio con cuffie. A seconda della posizione in cui si trova il visitatore, il dispositivo seleziona l’accompagnamento sonoro da riprodurre. Il sistema purtroppo non è molto preciso e spesso sono stato costretto a tornare sui miei passi per notevoli ritardi nell’esecuzione degli elementi sonori. Un sistema un pò più sofisitcato (come per esempio l’italianissimo Trackman) avrebbe permesso una user experience sicuramente migliore.

A ogni modo la casa è divisa in tre piani, in ognuno dei quali sono presenti trovate scenografiche e mini-installazioni sonore molto suggestive. Pensate a una pera con le ali che vi accoglie all’ingresso, ad una scimmia che vi saluta roboticamente, ad un pianoforte bianco che suona da solo come in un sogno, alle raffinatissime giacche di Satie che viaggiano nell’aria producendo un suono meccanicamente ripetitivo.

les maisons Erik Satie 2

Ovviamente Gymnopèdies Gymnopèdies è molto, forse troppo, presente, ma per fortuna è possibile avere un’idea totale dello stile di Satie, che viene descritto non come un compositore, bensì come un tecnico, interessato a misurare il peso del suono. E infatti tra le ultime installazioni è presente uno strumento che veniva utilizzato dallo stesso Satie per misurare le note eseguite.

Se passate da Honfleur non potete mancare questo appuntamento divertente, bizzarro, ma ironico e molto intenso. Proprio come il caro vecchio Erik.

Il suono della Normandia 1: la cattedrale di Rouen e Monet

Sono appena tornato da uno stupendo viaggio in Normandia in cui ho avuto occasione di drizzare le orecchie più volte per vari motivi legati al design del suono.

Una volta arrivato nella città di Rouen ho potuto assistere allo spettacolo di luci e suoni La Cathèdrale, de Monet aux pixels, in cui ogni sera alcune delle più famose opere di Monet sono proiettate sulla facciata della cattedrale di Notre-Dame di Rouen, con immancabile accompagnamento sonoro.

Cattedrale di Rouen e Moneta au Pixels

Dal nostro punto di vista siamo di fronte a un’installazione sonora vera e propria, unica e maestosa. Pensate a quanti artisti vorrebbero poter utilizzare una superficie di proiezione di questo tipo. L’effetto visivo è veramente suggestivo. Un pò meno quello uditivo.

Innanzitutto perchè il suono proviene da due semplici (nella potenza e nella resa sonora) altoparlanti disposti alle finestre di un palazzo che si trova alle spalle del pubblico. Questa configurazione crea non pochi problemi per l’ascoltatore, che riceve il suono da dietro, e vede le immagini di fronte, con conseguenti problemi a livello percettivo.

Un’ulteriore critica riguarda poi la qualità dell’accompagnamento sonoro, che purtroppo ricalca i soliti schemi della musica elettronica utilizzata per le installazioni destinate generalmente al grande pubblico. Non dico altro, ma invito a vedere il video che ho ripreso con il telefonino (molto, troppo lo-fi).

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Workshop di Live Surround Mixing al Master in Multimedia Content Design

Tra il 10 e il 12 settembre l’aula magna della sede del Master in Multimedia Content Design (presso la sede regionale RAI, L.go De Gasperi 1, Firenze) ospiterà il Workshop di Live Surround Mixing, organizzato dall’agenzia Switch, in collaborazione con il Master in Multimedia Content Design e il Media Integration and Communication Center (Università di Firenze).

Switch-Micc-MasterInMultimediaContentDesign

Il programma del workshop prevede una parte teorica, in cui saranno trattati i diversi approcci possibili alla spazializzazione sonora dal punto di vista storico e tecnico, e una parte pratica, in cui i partecipanti saranno introdotti al missaggio live in 6.1.

Al termine del workshop saranno selezionati alcuni progetti di liveset elettronici, elettroacustici o audio/video.

I lavori saranno presieduti da Simone Conforti, docente di musica e nuove tecnologie presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze.

Per partecipare è necessario inviare richiesta a: [email protected].

Siamo presenti alla terza edizione di Struttura

Dal 7 al 9 settembre la stupenda località di S. Vincenzo (Livorno) ospiterà la terza edizione di Struttura, ovvero una tre giorni di dibattiti, conferenze, installazioni, videoarte, software-art sul tema dell’arte organica.

L’edizione di quest’anno (sponsorizzata da Unit9 e MICC) presenta un programma ricco di partecipazioni interessanti.

Noi saremo presenti in due occasioni:

  • sabato 7 alle ore 21,30 al panel di software art Morphogenetics: processi e dinamiche estetiche del codice generativo, moderato da Leandro Pisano di Interferenze – New Arts Festival, con ospiti: Laura Bardier, Alessandro Capozzo e Fabio Franchino;
  • la presentazione dell’installazione sonora Nice Laguna trip, in collaborazione con Switch - Social Creative Network.

Per tutti coloro che sono da quelle parti durante questo week-end sarà una buonissima occasione per conoscersi e scambiare idee sul mondo del sound design, e non solo.

PX_Piombino_experimenta international sound art meeting

E’ partita il 25 luglio (e durerà fino al 1 settembre) la terza edizione di PX_Piombino_eXperimenta, manifestazione dedicata al tema della sound art.

PX_Piombino_experimenta

Anche per quest’anno il programma è veramente interessante: workshop, installazioni, concerti ed altri eventi immergeranno la città di Piombino in un’atmosfera sonora intensissima.

Purtroppo non potrò essere lì (spero in Sara e Ilaria, ma non penso ce la facciano nemmeno loro), per cui dovremo cercare altri modi per raccontare quello che succederà (oppure qualcuno di voi ci darà qualche notizia, incrociamo le dita).

Di sicuro perderò la performance di un grande personaggio: Ellen Fullman (da mercoledì 29 a venerdì 31 agosto, ore 18-21 presso Rivellino), creatrice del long string instrument, che presenterà per la prima volta in Italia un’esibizione con questo strumento auto-costruito incredibile (ecco alcune immagini) e dal suono assolutamente unico.

L’amore, Max/MSP e Leafcutter John

Leafcutter John

Ci sono alcuni artisti che, in determinati periodi storici sonori, mettono d’accordo tutti, dai giornalisti ai musicisti, dai compositori ai semplici (per modo di dire) ascoltatori.

Leafcutter John è uno di questi. Salito alla ribalta con il suo nuovo disco The Forest and The Sea (Staubgold Records), in realtà il candido ragazzone della provincia inglese è un personaggio poliedrico, dedito alla costruzione di oggetti tout court. Dalle chitarre fino alle…..patch di MAX/MSP.

La Cycling ’74 ovviamente non si fa scappare quest’occasione e gli dedica un’intervista, in cui si parla della sua passione ossessiva per la programmazione, che lo ha più volte messo di fronte a una drammatica (siamo sicuri?) scelta: la fidanzata o MAX/MSP?

Indipendentemente dalle battute sulla gestione dell’amore per un nerd conclamato, l’intervista a Leafcutter John mette in luce una caratteristica importante per il sound design moderno, ovvero la capacità di utilizzare software complessi, creati per situazioni ben diverse, per una composizione musicale più vicina al pop sperimentale, piuttosto che alla contemporanea o all’elettronica.

Provate ad ascoltare qualche brano di John e cercate di identificare i momenti in cui entra in gioco l’utilizzo di MAX/MSP.

Il resto dell’intervista svela altre informazioni sul personaggio, come l’ossessione per il tema della foresta (sul quale ha creato la famosissima patch chiamata Forester), le caratteristiche dell’installazione Soundtrap II, il set-up da concerto, la sua attività come docente di MAX/MSP.

Insomma, andiamo al dunque….organizzatori di eventi, a voi la richiesta….riusciamo a farlo venire in Italia o no? Il contatto diretto è qui…vive a Londra, non deve fare molta strada…

Ustica, il Museo della Memoria di Bologna e Christian Boltanski

Oggi è il 2 agosto, 27° anniversario della strage alla stazione di Bologna.

E oggi, in ricordo di queste e di tutte le vittime dei terrorismi e dei terrori, voglio parlarvi di un piccolo miracolo che l’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica ha realizzato a Bologna, città da cui partì lo sfortunato volo Itavia, di cui tutti sappiamo, ma non quanto vorremmo.

Ora, ricorre quest’anno anche il 27° anniversario della strage di Ustica, e il 27 di giugno è stato inaugurato a Bologna, nella cornice dei vecchi depositi dei tasporti pubblici bolognese - posto fantastico, edifici inizio secolo e cinema all’aperto - il Museo della Memoria.

Vi racconto brevemente di come Ilaria ed io abbiamo scoperto e visitato questo luogo della memoria, e di come vogliamo consigliare a tutti di andarci, almeno una volta…

L’ingresso è gratuito, e non ce l’aspettavamo, per cui Ilaria ed io ci affacciamo ci affacciamo un po’ intimorite…dalla nostra postazione si può vedere: un pc con una sessione di montaggio a molte ma molte tracce, che va in loop dopo apparentemente un paio di minuti, un sistema automatizzato di gestione di canali audio - e un po’ ci sentiamo a casa, e la cosa ci incurioscisce un bel po’. I canali sono ben 96, ci chiediamo cosa ci aspetta all’interno…

Da qui si vede una luce fioca, o meglio, sembrano molte luci - lampadine- intermittenti, ritmiche, pulsano - respirano. Poi si sentono delle voci, dei bisbigli, sembrano parlarci da un tempo lontano…e si intravede, nella penombra, lei.

La carcassa del DC-9. Un mostro marino, sembra. Una balena arenata…

Ci viene incontro la senatrice Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei parenti. L’ammiro moltissimo, ma non ho il coraggio di dire niente…ci prega - giustamente - di non fotografare. Già , perchè quella che stiamo per vedere è una vera e propria opera d’arte, creata dall’artista francese Christian Boltanski per il Museo, un’installazione permanente, monumento alla memoria…

Entriamo. L’aereo, immenso, occupa quasi tutta la bella costruzione da seconda rivoluzione industriale che è il vecchio deposito ATC. L’installazione di Boltanski lo avvolge come un guanto: l’idea è quella di trasmettere ai chi ascolta i pensieri - gli ultimi pensieri- dei passeggeri del volo Itavia.

Non vi preoccupate: non ci sono drammi, qui. Il dramma è consegnato al silenzio…i pensieri che si ascoltano sono quelli normali di chi sta andando in vacanza, o sta rientrando a casa, o ancora pensa già all’autunno, al lavoro, al rientro in città …Tutt’attorno, pendono dal soffitto 81 lampadine. Sono le vittime della tragedia, la cui luce pulsa, e ci chiede di non dimenticare.

So che volete dettagli tecnici, perchè qui, mi ricorderete, si parla di sound design…e va bene:lungo il perimetro dal grande loft sono disposti per l’appunto 96 pannelli neri. Sono i 96 oblò del DC-9 e per quel che ci riguarda, nascondo i 96 canali che costituiscono l’impianto dell’installazione audio. Ogni canale è controllato dalla consolle che avevamo notato all’ingresso, e trasmette i file audio (le voci dei passeggeri) in loop.

Gli altroparlanti sono raggruppati in due gruppi da 46 (ogni gruppo fa capo ad una consolle per l’automazione della diffusione), le cui traiettorie sono apparentemente controllate a gruppi di 5 - questo lo evinciamo dalla sessione di montaggio, in cui si può facilmente notare che su ogni traccia è stao caricato un suono soltanto, sfasato temporalmente rispostto al suono che lo precede e a quello che lo segue. Questo sfasamento temporale si ripete ogni 5 tracce, e dopo l’ultima di ongi 5 la sessione va in loop, e riparte da capo.

In questo modo, Boltanski riesce ad ottenere il senso di un’alternanza (apparentemente) sempre diversa mentre si tratta soltanto di 5 file, sempre in loop, spalmati su 96 canali (almeno, questa è la interpretazione…attendo smentite da chi di voi visiterà il museo).

Tenendo conto anche della grandezza degli spazi, l’effetto è assicurato: l’impatto sonoro è quello di una moltiplicazione delle voci, che però sono nello stesso tempo comprensibili (le singole frasi in successione permettono di seguirne il significato) al pubblico che si avvicina ai pannelli neri. Nell’immagine di Boltanski, sono i pensieri che riescono ad arrivare a noi dal velo d’oblio che si vorrebbe calasse si di loro…
In una piccola sala che si apre sul fondo dell’hangar vengono trasmessi a ciclo continuo i filmati della preparazione del Museo: dal trasporto e l’arrivo del relitto e Bologna, al lavoro di Boltanski, all’inaugurazione. Da non perdere anche questa parte, che spiega molto del lavoro immenso che c’è dietro a questo piccolo gioiello,e molto anche dell’approccio artistico di Boltanski.

Ci fermiamo qui, adesso tocca a voi andarci di persona, per non dimenticare

Soundwaves: Sonic Art Exhibition a Londra

Riccardo Giraldi è una caro amico, uno di quelli che ti regala un link senza chiedere nulla in cambio, uno di quelli a cui lasceresti in gestione il tuo blog mentre sei in vacanza…

E allora ecco che il buon Riccardo mi segnala SoundWaves: Sonic Art Exhibition, ovvero un’imperdibile mostra nata dalla collaborazione tra il Kinetica, museo di arte elettronica e sperimentale a Londra, e CyberSonica, ottimo festival di musica, suono, arte e tecnologia.

Esattamente dal 18 maggio al 29 giugno il Kinetica Museum ospiterà una serie di lavori molto interessanti. Si va infatti dall’orchestra autocostruita di Pierre Bastien, alle sculture elettroacustiche di Max Easley, al theremin per voce KII 2.1 di Micheal Market, all’ennesimo progetto firmato da un artista di SoundToys.

L’inaugurazione della mostra è prevista per il 18 maggio, con una serie di performance (vj, dj e live set) e talk sui temi del festival.

Streetscape: un soundwalking molto particolare

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Parlando di Soundwalking, ve ne segnaliamo una variante molto particolare…quella ideata dal giapponese Iori Nakai e presentata all’ edizione 2003 di Ars Electronica, che l’ottimo We-make-money-not-art è riuscito a pescare. Purtroppo in internet non si trova molto (a meno che non leggiate e capiate il giapponese!), però in breve il concetto è questo:

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Streetscape è la mappa sonora di una città ,con i suoni della città attaccati…seguendo sul plastico i vari percorsi con uno stylus digitale, si rida vità ai suoni dei luoghi che si attraversano, e che sono stati registrati esattamente in quei luoghi: l’ambiente, le voci, i rumori. Nakai ne ha create per ogni luogo in cui si è fermato, e le ha esposte al pubblico. Si tratta di un soundwalking trasportabile, un soundwalking da viaggio e da poltrona allo stesso tempo…che ti permette immersione totale (attraverso il suono) e interazione totale con l’opera - con la possibilità di gestire completamente la propria visita nella città . Per Ars Electronica furono create due versioni di Linz (la cittadina austriaca che ospita il festival e il centro permanente), una notturna e una con i suoni del giorno.

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Mi piacerebbe conoscere e darvi qualche dettaglio tecnico in più…prometto di informarmi meglio, e di farvelo sapere. Se qualcuno di voi dovesse saperne qualcosa di più, ce lo scriva! Siamo molto curiosi.

Rotary Club per l’arte

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Oggi parliamo di Rotary Club…

…sì perchè la Fondazione Rotary Club International mette in palio periodicamente borse di studio per artisti italiani in una più che ragguardavole serie di campi di attività . Quelli che interessano a noi (e a voi) sono la musica, le produzioni multimediali, le installazioni trans-settoriali e, perchè no, le performance.

I fondi possono essere investiti in un anno di studio universitario all’estero, un anno all’estero per approfondire una lingua straniera, un soggiorno in un paese straniero per conseguire un titolo di studio.

Per informazioni il consgilio che vi diamo è di rivolgervi alla sede più vicina a voi del Rotary Club. Buona fortuna!!

P.S.: quale sia la sede più vicina potete scoprirlo contattando la Fondazione Rotary Club di Roma, via Cola di Rienzo, 00192 Roma. Tel. 06/324227

Netmage 07 - parte III

Netmage 2007 - III notte. La grande folla del sabato sera radical freak, (a Bologna lo chic non è di moda) si accalca su per le scale, il cortile, la balconata di Palazzo Re Enzo. Apre Bissera di Invernomuto e Moira Ricci. “E’ la storia di una famiglia raccontata con gli occhi di una bambina che scopre il suo passato attraverso una serie di incontri” le belle immagini di questo documentario onirico sono anche quelle dell’immagine coordinata di Netmage 2007, bella scelta. La musica però si realizza come vago commento. Ci stupisce che lo sfondo umano, le preghiere, i rituali (la famiglia, il lavoro il fuoco) raccontati dalle immagini non siano usate trasformate nella musica.

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Stesso discorso per le belle immagini del documentario Rapsodia della Santamuerte a cura di Opificio Ciclope con la chitarra di Sommacal.. “La devozione alla Santa Morte ha già raggiunto gli Stati Uniti e l’argentina partendo dall’enorme quartiere mercatod di Tepio, 30 mila bancarelle, due milioni e mezzo di pesone, frastuono senza pausa. E’ sopra questo frastuono che Opificio Ciclope ha chiesto ad Egle Sommacal di suonare”.. Ed Egle suona come citando Ray Cooder in un immaginario… si fa per dire, Paris Texas..Il risultato a nostro avviso è sempre un effetto colonna sonora di documentario.. spero che fosse anche quello voluto dai creatori.

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Più apprezzato, (non solo da chi scrive), l’intervento di Roberto A. Mendoza, figura di riferimento dellelectro art messicana. Paesaggio urbano contemporaneo visioni grafiche e stranamente (finalmente??) “il sincrono”…. non solo al montaggio ma anche al contenuto al senso di ripetizione, deframmentazione della colorata e luccicante realtà contemporanea…

La serata si conclude tra le danze con i live set Robert Babicv e Glimpse tutto by Cassero… dopo tutto è sabato sera

Netmage 07 - L’arte di diventare liquidi

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We sit and watch the sunset. What does it know of waiting, anticipation and disappointment-a million times in one day? di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini è un’installazione presente durante la sezione bolognese di Netmage, (25 - 27 gennaio) a Palazzo Re Enzo. Un’osservazione neutra e distaccata di una realtà calda della storia contemporanea: il conflitto arabo israeliano. Gli autori sono partiti da una ricerca di materiali in rete, blogs, articoli, recensioni e testi. Le parole di Leila El-Haddad, giornalista palestinese che vive a Gaza e quelle di David Grossman, scrittore israeliano esponente dell’organizzazione Peace Now, sono contrapposte alternate, sovrapposte a mostrare quanto la paura della guerra, della morte, della mutilazione, facciano ormai parte del sentimento comune nell’area della Cisgiordania come se la dimensione più inquietante delle precarietà umana, la fragilità , abbia trovato nell’odio una lente di ingrandimento che rende a tutti impossibile fuggire verso il conforto della “vita normale”. Tre schermi delimitano uno spazio di tipo teatrale. Di fronte allo spettatore un velo nero viene squarciato da buchi come proiettili (l’accompagnamento sonoro rende inequivocabile l’associazione). Sugli schermi laterali, uno di fronte all’altro, un uomo e una donna davanti all’acqua (il Giordano ?) si tuffano e le loro immagini si deformano diventano liquide e mercuriali mentre le voci di un uomo e di una donna raccontano le esperienze dello scrittore e della giornalista. Al termine riemergeranno ciascuno dall’altra parte. Scambiarsi le vite però, non credo sia così facile, come sembra voler suggerire questa istallazione, anche perchè Grossman scrive in un comodo appartamento in Israele, dove la popolazione teme che qualcuno possa farsi saltare in aria su un autobus, Leila El-Haddad, vive costantemente sotto le bombe e le ruspe che costantemente distruggono ogni forma di convivenza civile. Sullo schermo centrale i fori sono puntini che scrivono una poesia di Mahmoud Darwish “… Nella sua essenza un fiore può cambiare un paesaggio ..”. Sovrapposti fiori tratti da un antico erbario. Effetti grafici molto efficaci. In sottofondo contribuiti audio presi dalla rete che raccontano scene di panico difficoltà e violenza e si concludono con una strofa di Lili Marleen suonata dall’israeliano Jilad Atzmon… “La guerra che verrà non è la prima” diceva Brecht… ed è purtroppo vero

Netmage 07 - Eyerophany - l’immagine senza l’anima

L’evento più atteso della prima giornata di Netmage è Eyerophany, una session live nata dall’idea di Emiliano Montanari in collaborazione con Enrico Ghezzi. Si è realizzata, come da programma alle 23,30 per una folla racchiusa nello spazio irregolare di un esagono formato da quattro schermi spazio consolle e perimetro della lunga sala. Sugli due schermi paralleli le immagini dei film di David Lynch, gli altri due dedicati alle performance in di Asja Bettin e del pubblico (Not a soul) con telecamera.
Si legge nella presentazione: “Un evento di magia che presenta e trasforma la nuova sconvolgente performance live di (una nuova porta aperta sul suo nuovo capolavoro Inland Empire), notasoul/ seeingwithnoone’s eye di Enrico Ghezzi e Shoa(Eye) di Asja Bettin, nell’impossibile atto di ‘vedere’. Notte di magia che si apre su altri cortocircuiti cinematici con Thomas Pynchon, Paul Virilio, Hideo Kojima e altre apparizioni “misteriose”.

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Enrico Ghezzi, apre la serata come uno ieratico iniziatore della comtemporaneità . “Not a soul” grida il critico performer, citando di Eyes wide shut di Kubrick, la festa a casa di Ziegler in cui gli invitati omolgati nei vestiti, nei gesti, nei volti indefiniti, sono assolutamente senz’anima. Forse per questo quando Ghezzi-ierofante dice “possiamo urlare, potete urlare”, nessuno urla solo lui intimidito dalla mancanza di reazione emette un stridulo richiamo. Not a soul no shaut — mi viene da pensare - Ma allora insiste “potete fischiare” e la folla risponde quasi immediatamente…. il fischio è meno impegnativo e più neurtro emotivamente o forse si tratta di un’altra citazione cinematografica Il club dei mostri (1980) con Vincent Price e John Carradine.

“Io non accado se mai sono caduto, come tutto .. del resto” continua evocanto realtà psichiche “L’impero è dentro di noi, noi siamo dentro l’impero” e altri ameni nonsense su cui riflettere. Poi la dinamica del gioco performativo “una telecamera in mano a chiunque.. tutti possono usarla.. cioè nessuno può”. Ecco l’oftalfania, la manifestazione dello sguardo, ecco il tema “Vedere con l’occhio di nessuno”. Mentre la musica produce un impasto cromatico a tratti vaghissimamente ritmico nessuna massa va in paradiso ma precipita nell’indistinto clamore del già detto già visto, già reiterato. A tratti sullo schermo che proietta la telecamea in diretta, un telefonino con il messaggio “Il tempo è invenzione degli uomini incapaci di amare”