Intervista con Luca De Rosso

Luca De Rosso a Tempo Reale. Foto di Nicola Torpei

Luca De Rosso a Tempo Reale. Foto di Nicola Torpei

E’ sempre pericoloso parlare di nuovi strumenti per la creazione del suono. Si rischia di dire tutto e il contrario di tutto. Ci sono persone che hanno il privilegio (?) di possedere sia un Tenori-On che un Monome (come Ashely Brown) e ci sono persone che invece preferiscono creare qualcosa di nuovo in modo autonomo. E’ il caso di Luca De Rosso, ideatore di OTTO, strumento musicale per la manipolazione realtime di campioni sonori tramite la tecnica del beat slicing. Roba per sound designer estremi…

La storia di OTTO è molto interessante. Studente di Visual and Multimedia Communication presso lo IUAV di Venezia, Luca frequenta il corso di Interaction Design coordinato da Gillian Crampton Smith e Philip Tabor e si laurea presentando il prototipo di un nuovo strumento musicale, pensato e realizzato integrando le competenze in tre ambiti diversi del design: product, interaction e sound.

OTTO è il perfetto figlio del nostro tempo, un oggetto dal design assolutamente moderno e affascinante, ma allo stesso tempo è un dispositivo pronto per l’utilizzo in ambiti sonori non convenzionali. Se a tutto questo aggiungiamo anche la bella intuizione di Luca (rappresentare l’onda sonora con una serie di LED luminosi disposti lungo una superficie circolare) possiamo dedurre come mai il primo prototipo di OTTO abbia fatto saltare in aria le cuffie di gente come Peter Kirn di Create Digital Music.

Abbiamo incontrato Luca più volte, lo abbiamo infatti invitato a Firenze per un talk a Tempo Reale per poi rivederlo qualche mese dopo al Festival della Creatività. In pratica è entrato a fare parte della nostra grande famiglia. A questo punto è stato naturale fare una chiaccherata più approfondita su OTTO e sul suo futuro.

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Intervista con Diego Stocco

Diego Stocco Luminosonic

Diego Stocco Luminosonic

Qualche tempo fa, un lettore ci aveva rimproverato di non aver ancora dedicato uno spazio a Diego Stocco. Detto fatto, una piccola ricerca e abbiamo scoperto il lavoro di questo sound designer di Rovigo da qualche anno residente a tempo pieno negli Stati Uniti, per l’esatezza, Los Angeles, West West West Coast…

Abbiamo anche scoperto che ben prima del trasferimento Diego collaborava come sound designer con la mitica Spectrasonics. Suoi sono i campioni che tutti noi abbiamo utilizzato in software come Atmosphere, Stylus e Omnisphere. Reduce dalla creazione della colonna sonora per The Conduit, sparatutto distribuito dalla SEGA per Nintendo Wii e al lavoro per le musiche di un film, l’abbiamo intercettato per un’intervista su sound design e dintorni…quindi bando ai convenevoli e buona lettura!

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Intervista con Andrea Valle

Nuovo appuntamento con le nostre interviste. Stavolta tocca ad Andrea Valle, musicista, compositore, ricercatore presso il Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Multimedialità e l’Audiovisivo e docente nel corso di laurea in Multimedialità e Discipline Artistiche, Musicali e dello Spettacolo (MultiDAMS), entrambi dell’Università di Torino.

Conosco Andrea da diversi anni, sin dai tempi della prima edizione del volume Audio e Multimedia. In particolare ho sempre ammirato la sua capacità di sperimentare nuove tecnologie in ambito sonoro, nonchè la volontà di condividere la propria esperienza tramite un’attività di pubblicazione non comune in questo ambiente.

Andrea è stato la prima persona a parlarmi di SuperCollider, uno degli ambienti di sviluppo audio più interessanti degli ultimi anni, un software dalle potenzialità espressive immense, che purtroppo rimane sconosciuto a molti sound designer moderni. Questa intervista nasce proprio con l’intento di conoscere meglio le caratteristiche di questo stupendo strumento, per poi muoversi inevitabilmente (e fortunatamente) in territori sonori molto più profondi e interessanti.

Andrea Valle

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Intervista con Lise Lefebvre

Lise Lefebreve è una designer francese appena diplomata al master department della Design Academy di Eindhoven. Ci è stata segnalata qualche tempo fa dai nostri soliti amici fidati.

Lise Lefebvre e una frusta elettrica

Lise Lefebvre e una frusta elettrica

The aesthetic of domestic sounds è il titolo della sua tesi di master, dedicata allo studio di skin acustiche per oggetti domestici rumorosi, un lavoro a metà strada tra product design e sound design.

A dire la verità la cara Lise, nonostante la sua innata simpatia (le foto parlano da sole), rappresenta per noi un’occasione di discussione. I suoi vestiti sonori per oggetti d’uso quotidiano non lasciano indifferenti. Ogni volta che abbiamo presentato il suo lavoro non sono mancati giudizi opposti e critiche spesso feroci. Ma come volerle del male?

Ecco allora questa interessante intervista (in doppia lingua), che descrive la proposta di un soundscape domestico ad opera di un product designer, piuttosto che di un sound designer.

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Intervista con Davide Rocchesso

Alzi la mano chi di voi, leggendo su queste pagine il bel servizio di Nicola Torpei sull’edizione 2008 della conferenza Computer Human Interaction (CHI) non avrebbe voluto saperne di più su progetti come Gamelunch. Io ero certamente tra questi, e mi sono messa subito ad indagare.

Ho conosciuto così il lavoro di Davide Rocchesso, e naturalmente gli ho chiesto un’intervista, o meglio, una chiacchierata…dato che l’argomento è appassionante e io non mi sono certo fatta pregare per dire la mia. La pubblico oggi con vero piacere. Anche perchè ho scoperto che tante cose che si scrivono su questo blog, tante discussioni che partono e commenti che arrivano trovano riscontro anche al di fuori di queste pagine, e scusate se è poco!

Cominciamo con le presentazioni: Davide è Professore Associato presso il Dipartimento delle Arti e del Disegno Industriale dell’Università IUAV di Venezia, dove insegna fondamenti di elaborazione di media e programmazione di artefatti interattivi - pane per i nostri e vostri denti. Collabora inoltre al programma di Interaction Design della Laurea Specialistica in Comunicazioni Visive e Multimediali della stessa Università . Svolge attività di ricerca sui modelli per il suono nei sistemi interattivi ed è presidente della COST Action on Sonic Interaction Design.

Come vi dicevo sono arrivata a lui a partire da Gamelunch. Su questo progetto verteva quindi la mia prima domanda, che ha contribuito a chiarire alcune cose…

Davide Rocchesso

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Intervista con Fabio Selvafiorita

Fabio Selvafiorita è un personaggio vulcanico. Qualche tempo fa ci ha mandato la sua tesi di laurea, dal titolo: Genesi della forma nella composizione musicale assistita dal computer: modelli teorici e prospettive poietiche nell’ambiente di programmazione OpenMusic, un notevole lavoro di 700 pagine svolto presso il corso di laurea in Disciplina delle Arti, della Musica e dello Spettacolo della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna.

A questo punto la decisione è stata molto ovvia: intervistare Fabio con l’obiettivo di comprendere meglio il mondo della composizione musicale in ambito informatico e, in particolare, scoprire le potenzialità di un software come OpenMusic.

Fabio Selvafiorita

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Intervista con Pasquale Napolitano

Da questo mese s’inaugura una serie di interviste con personalità nazionali (e non solo) che in modi diversi lavorano nel campo del sound design.

L’obiettivo delle nostre chiaccherate sarà quello di creare un terreno comune su cui potersi confrontare, così da scambiare competenze, conoscere nuove realtà e approfondire temi ancora poco esplorati.

Si parte con Pasquale Napolitano, dottore di ricerca in Scienze delle Comunicazioni presso il Corso in Disegno Industriale del Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università di Salerno.

Pasquale, insieme a un interessante gruppo di lavoro, gestisce una serie di progetti di ricerca che toccano il tema della progettazione sonora. Ne abbiamo parlato in una lunga corrispondenza via mail.

Pasquale Napolitano

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