Intervista con Diego Stocco

Diego Stocco Luminosonic

Diego Stocco Luminosonic

Qualche tempo fa, un lettore ci aveva rimproverato di non aver ancora dedicato uno spazio a Diego Stocco. Detto fatto, una piccola ricerca e abbiamo scoperto il lavoro di questo sound designer di Rovigo da qualche anno residente a tempo pieno negli Stati Uniti, per l’esatezza, Los Angeles, West West West Coast…

Abbiamo anche scoperto che ben prima del trasferimento Diego collaborava come sound designer con la mitica Spectrasonics. Suoi sono i campioni che tutti noi abbiamo utilizzato in software come Atmosphere, Stylus e Omnisphere. Reduce dalla creazione della colonna sonora per The Conduit, sparatutto distribuito dalla SEGA per Nintendo Wii e al lavoro per le musiche di un film, l’abbiamo intercettato per un’intervista su sound design e dintorni…quindi bando ai convenevoli e buona lettura!

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La lista delle applicazioni musicali per iPhone - aggiornato

Evil Iphone

Evil Iphone. Fotografia di Mastrobiggo

Non potevamo resistere, se ne parla da mesi: l’iPhone è divenuto oramai uno dei dispositivi preferiti dai sound designer di mezzo mondo. L’anno scorso era toccato al Wiimote, ora è il momento dell’ultimo giocattolo di zio Steve.

Ecco allora la lista di alcune tra le più interessanti applicazioni rigorosamente sound-oriented dell’oramai diffusissimo melafonino:

  • synthPond, un sequencer spaziale ideato dal new media artist Zach Gage;
  • iRecorder, un nuovo tipo di registratore/strumento virtuale;
  • TouchOSC, per gestire messaggi OSC tramite protocollo UDP in una rete Wi-Fi (con esempio di interfacciamento con Max/MSP e Ableton Live);
  • Ocarina, vero e proprio strumento musicale di nuova generazione (con bella intervista al suo creatore Ge Wang);
  • Tapestri, un sintetizzatore di campioni sonori ideato da Jeremy Huff;
  • Audiometry, interessante applicazione per misurare il range di percezione delle frequenze del proprio orecchio;
  • iTalk, un registratore sonoro avanzato;
  • technoBox, un emulatore di classici dispositivi Roland (TB-303, TR-808 e TR-909);
  • Cubase iC, applicazione per il controllo remoto di Cubase 5 e Cubase Studio 5;
  • DubSiren, applicazione che permette di mixare in tempo reale musica proveniente da stazioni radio opportunamente selezionate;
  • Bebot, simpatico sintetizzatore accompagnato dalle animazioni di un robot;
  • Melodica, sintetizzatore a matrice;
  • Soundgrid, un altro sintetizzatore a matrice ispirato dal Tenori-On;
  • Aura, generatore interattivo di ambient music
  • bleep!BOX, combinazione di drum machine e sintetizzatore che utilizza suoni generati live

Cominciò che era finita. La triste parabola dei concorsi musicali

Iceberg - Logo

Nessuno ricorda come, quando e perché, vincere un concorso è diventato assolutamente necessario alla carriera di un giovane o meno giovane musicista.

Però, questo è quanto, da anni oramai chi vuole sfondare nel campo della musica deve vincere un concorso, meglio se prestigioso. Ce ne sono alcuni, nel mondo, garanzia di splendenti futuri. Li conoscerete: il Gaudeamus Prize per la composizione di musica contemporanea, Ars Electronica in numerose categorie relative alle arti elettroniche appunto, il premio di Bourges per la musica elettroacustica. E in Italia c’è Iceberg, a Bologna. Che quest’anno lega la sua finale - non sappiamo se per motivi legati alla crisi economica, o per una certa sovrapposizione di cariche negli organizzatori - allo storico Angelica Festival.

Voi sapete che raramente, dalle pagine di questo blog, sono arrivate parole di stroncatura, di polemica gratuita, di provocazione. Vogliamo essere costruttivi, discutere per migliorare. Ma oggi non sarà così, perché dopo aver dato un’occhiata ai finalisti di quest’anno, mi è salito il sangue alla testa, ragazzi. Ed ecco quindi qui, per voi che leggete, il mio sfogo, il mio mortuos plango per la cultura di questo paese, per le sue storiche sedi di sperimentazione, per le occasioni, insomma, di agganciare il futuro mentre ci passa davanti. Andiamo a incominciare…

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Audiopad: nuovi strumenti & Co.

Dopo il Monome, la WII loop machine, SensorLab, MIDIsense e la schiera di “strumenti non tradizionali” di cui ci siamo occupati nel 2008 - per non contare le volte in cui su queste pagine è stato fatto il nome di Reactable, apriamo l’anno con una nuova segnalazione e con svariati interrogativi…

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Monome, in attesa di rivederlo presto

Monome

Per una settimana di seguito più persone, durante le lezioni o in mezzo ad una chiacchiera, mi hanno citato il mitico Monome, oggetto idealmente di culto già per come si presenta. Inevitabile allora dedicare un post a questo super sequencer, bellissimo e curatissimo, in un momento in cui i suoi geniali creatori hanno sospeso le ordinazioni, e avvertono, per molti mesi a venire

Vorrà dire che alla fine del post avrete l’acquolina in bocca, e il primo che ne trova uno…

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