
Nessuno ricorda come, quando e perché, vincere un concorso è diventato assolutamente necessario alla carriera di un giovane o meno giovane musicista.
Però, questo è quanto, da anni oramai chi vuole sfondare nel campo della musica deve vincere un concorso, meglio se prestigioso. Ce ne sono alcuni, nel mondo, garanzia di splendenti futuri. Li conoscerete: il Gaudeamus Prize per la composizione di musica contemporanea, Ars Electronica in numerose categorie relative alle arti elettroniche appunto, il premio di Bourges per la musica elettroacustica. E in Italia c’è Iceberg, a Bologna. Che quest’anno lega la sua finale - non sappiamo se per motivi legati alla crisi economica, o per una certa sovrapposizione di cariche negli organizzatori - allo storico Angelica Festival.
Voi sapete che raramente, dalle pagine di questo blog, sono arrivate parole di stroncatura, di polemica gratuita, di provocazione. Vogliamo essere costruttivi, discutere per migliorare. Ma oggi non sarà così, perché dopo aver dato un’occhiata ai finalisti di quest’anno, mi è salito il sangue alla testa, ragazzi. Ed ecco quindi qui, per voi che leggete, il mio sfogo, il mio mortuos plango per la cultura di questo paese, per le sue storiche sedi di sperimentazione, per le occasioni, insomma, di agganciare il futuro mentre ci passa davanti. Andiamo a incominciare…
Continue reading →